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In Parlamento6 Luglio 2026 13:08

Tutela del lavoro, interrogazione Marino (PD): su stabilità occupazionale e industriale polo Raffineria Milazzo

Atto Camera

Roma - Interrogazione a risposta in commissione 5-05581

presentato da

MARINO Maria Stefania

testo di

Venerdì 3 luglio 2026, seduta n. 685

MARINO. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

la Raffineria di Milazzo (Ram), impianto strategico partecipato da Eni e Q8, occupa oltre 600 dipendenti diretti e rappresenta un polo produttivo centrale per il territorio della Valle del Mela, in provincia di Messina;

secondo quanto riportato da organi di stampa nei primi giorni di giugno 2026 circa 40 lavoratori impiegati da un’azienda dell’indotto, operante all’interno dello stabilimento tramite contratto quadro con la Raffineria di Milazzo, hanno ricevuto lettere individuali di licenziamento;

la motivazione addotta risulterebbe legata alla cessazione delle attività connesse all’attuale contratto di appalto, la cui scadenza è fissata al 31 luglio 2026;

risulta inoltre agli interroganti che la medesima azienda sia tuttora parte della procedura di gara per l’assegnazione del nuovo contratto quadro triennale, circostanza che genera dubbi sulla reale necessità e tempestività dei licenziamenti comunicati prima ancora della conclusione della gara;

il Coordinamento di Cgil, Cisl e Uil è intervenuto pubblicamente assicurando l’impegno a scongiurare la perdita di posti di lavoro attraverso il consueto meccanismo di ricollocamento delle maestranze presso le imprese subentranti, come avvenuto in precedenti cambi di appalto;

il 30 giugno 2026 la direzione della Raffineria ha presentato, nel corso dell’incontro annuale con sindacati, imprese dell’indotto e Sicindustria Messina, un piano di investimenti da 78 milioni di euro per il 2026, senza che risultino, allo stato, comunicazioni ufficiali relative all’esito del confronto sindacale sui licenziamenti dei 40 lavoratori;

la vicenda si inserisce in un più ampio contesto di incertezza occupazionale nell’area industriale di Milazzo e della Valle del Mela, interessata anche da analoghe criticità;

la sovrapposizione tra le comunicazioni di licenziamento e la procedura di gara ancora in corso per il medesimo appalto pone interrogativi sul rispetto della normativa in materia di licenziamenti collettivi, la mancanza di chiarezza sui tempi e sugli esiti della gara rischia di aggravare lo stato di incertezza e di tensione sociale tra i lavoratori coinvolti e le loro famiglie –:

se siano a conoscenza dei fatti sopra esposti relativi ai licenziamenti annunciati nell’indotto della Raffineria di Milazzo anche con riferimento alla regolarità delle procedure adottate alla luce della normativa vigente in materia di licenziamenti collettivi, tenuto conto del numero di lavoratori coinvolti;

quali iniziative di competenza, anche di carattere ispettivo, tramite l’ispettorato nazionale del lavoro, intendano assumere per verificare la correttezza delle procedure adottate dall’azienda appaltatrice;

se intendano promuovere un tavolo istituzionale, coinvolgendo azienda, le imprese dell’indotto e le organizzazioni sindacali, al fine di garantire la continuità occupazionale dei lavoratori interessati in vista della conclusione della gara per il nuovo contratto quadro;

quali iniziative di competenza intendano adottare, anche in raccordo con la Regione Siciliana, per sostenere la stabilità occupazionale e industriale del polo della Raffineria di Milazzo, alla luce del piano di investimenti da 78 milioni di euro annunciato per il 2026.
(5-05581)