Roma - Interrogazione a risposta scritta 4-08367
presentato da
testo di
GHIRRA. — Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
le organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, UilFpc-Uil con nota congiunta del 24 giugno 2026, hanno indetto due settimane di sciopero ad ore in cui saranno realizzate iniziative di protesta a livello territoriale, per contestare la mancata convocazione da parte del Ministero delle imprese e del made in Italy del tavolo di crisi del settore Crm/Bpo che riguarda oltre 35 mila addetti alla assistenza alla clientela;
come già evidenziato dall’interrogante con diversi atti di sindacato ispettivo l’introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale e delle chatbot nel settore si inserisce in un quadro normativo di riferimento caratterizzato da persistenti lacune, non superate dai molteplici interventi legislativi, che hanno favorito l’insorgere e il consolidarsi di criticità strutturali per lavoratori e consumatori, aggravate da fenomeni di delocalizzazione e da diffuse condizioni di lavoro precario, con conseguente costante rischio per i livelli occupazionali, anche in considerazione che più della metà degli occupati è concentrata nel Mezzogiorno con una forte polarizzazione in un numero limitato delle province;
l’intelligenza artificiale rappresenta un fenomeno tecnologico di grande rilevanza, con un impatto significativo sulle pratiche quotidiane e sui dibattiti giuridici, politici e sociali, nonché rilevanti applicazioni in ambiti quali la sanità, la sostenibilità ambientale e la sicurezza sul lavoro. La sua crescente diffusione ha determinato l’adozione di specifici interventi normativi, dapprima a livello europeo con l’AI Act, che qualifica tali impieghi in ambito lavorativo come «ad alto rischio», e successivamente in ambito nazionale con la legge 23 settembre 2025, n. 132;
i numeri dei lavoratori interessati da situazione di crisi settoriali sono allarmanti. Si tratta di 316 lavoratrici e lavoratori tra Sulmona e Campobasso, 76 a Livorno, 341 a Matera, 654 in Calabria, 478 in Sicilia e 318 in Piemonte;
l’obiettivo dell’agitazione sindacale è quello di sollecitare la convocazione del tavolo di crisi per l’intero settore. Il Ministero delle imprese e del made in Italy continua a non voler affrontare in modo sistemico le problematiche che affliggono il mondo dei contact center, e nel frattempo, migliaia di persone, quotidianamente, sono coinvolti da una crisi devastante e senza precedenti;
le stesse segreterie delle sigle sindacali, nella stessa nota, hanno annunciato l’intenzione di intensificare la protesta, fino alla proclamazione di una manifestazione nazionale di tutti gli impiegati del comparto, laddove i Ministri interrogati e, più in generale, il Governo non provvedano a fornire interventi concreti a partire dalla convocazione del tavolo di crisi;
è necessario e urgente, anche alla luce delle persistenti lacune normative e dello stallo della proposta di legge di disciplina della materia, da tempo ferma presso la IX Commissione e la X Commissione della Camera dei deputati, porre in essere una strategia di lungo periodo, strutturata e organica, volta a promuovere percorsi di formazione e un piano settoriale di upskilling e reskilling, al fine di governare la transizione tecnologica e non subirne gli effetti sul piano occupazionale, che, in considerazione dell’elevato numero di addetti e delle specificità territoriali coinvolte, devono essere scongiurati –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;
se non ritengano urgente convocare un tavolo di crisi con le parti sociali finalizzato a promuovere una strategia per fronteggiare la crisi strutturale del comparto, fondata su politiche attive e programmi di formazione e volta a rafforzare le competenze dei lavoratori del comparto anche nell’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale, al fine di assicurarne un impiego complementare alle attività lavorative e garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali in conformità a quanto stabilito dalla normativa in materia nazionale e comunitaria.
(4-08367)