Suolo pubblico, Alemanni (Roma): nuove regole, così rimettiamo ordine in città. VIDEOINTERVISTA
Il Comune di Roma ha deciso di prorogare al 31 marzo 2026 il termine entro cui bar, ristoranti, pub e attività commerciali devono presentare le domande di adeguamento al nuovo regolamento sull’Occupazione di Suolo Pubblico (OSP), superando così le scadenze precedenti e dando più margine agli esercenti dopo le incertezze generate dalle proroghe nazionali delle norme transitorie nate durante la pandemia
La decisione è stata assunta in Assemblea Capitolina sulla base di un emendamento concordato con le categorie economiche, con l’obiettivo di accompagnare in modo ordinato l’entrata a regime del nuovo quadro normativo, garantendo uniformità su tutto il territorio.
In questo contesto Andrea Alemanni, consigliere comunale di Roma Capitale e presidente della Commissione Commercio, spiega a PMINEWS la linea seguita dal Campidoglio sul tema dell’occupazione di suolo pubblico: dal nuovo regolamento alle tariffe, fino ai controlli e alle rimozioni delle strutture non regolari.
OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO: LE REGOLE
“Noi abbiamo agito su due fronti. Il primo è quello generale: abbiamo approvato un regolamento che introduce parametri oggettivi e misurabili legati alla possibilità di occupare il suolo pubblico e quindi di richiedere l’OSP. Parametri connessi alle dimensioni interne del locale, ma anche alla sua posizione all’interno della città, perché nelle zone più centrali e di maggior pregio questa proporzione è più ridotta, mentre nelle zone periferiche e semicentrali è consentita per l’intera dimensione potenziale del locale interno”, spiega il consigliere.
DEHOR E VIVIBILITÀ DEI QUARTIERI
Per Alemanni si deve trovare il giusto equilibrio tra quello che considera un elemento di sicurezza urbana e il decoro: “Questo perché noi crediamo davvero che i dehors, l’occupazione del suolo pubblico e i momenti di convivialità all’esterno rappresentino dei presìdi fondamentali per le zone periferiche e semicentrali della città. Viceversa, nelle aree centrali, pur senza inibire questa possibilità, dobbiamo stare molto attenti: lì è facile che l’overtourism e l’incredibile domanda rendano sempre più difficile la vivibilità dei quartieri”.
UN REGOLAMENTO PER FARE CHIAREZZA
“In questo senso abbiamo lavorato sul regolamento generale, uno strumento che fa chiarezza e stabilisce parametri più giusti ed equilibrati, capaci di tenere insieme le esigenze delle attività economiche e la tutela dello spazio urbano”, prosegue.
TARIFFE OSP: UNA RIFORMA DOPO 40 ANNI
Il cambiamento era inevitabile: “Un altro passaggio molto importante è stato l’adeguamento delle tariffe per l’occupazione di suolo pubblico. Dopo quarant’anni è stato un lavoro complicato, ma necessario, che ha portato a una corretta riparametrizzazione dei costi. Prima accadeva che a San Lorenzo si pagasse più che ai Parioli; oggi questo squilibrio è stato superato”.
PARAMETRI OGGETTIVI E VALORI OMI
“Il riequilibrio non è avvenuto sulla base della volontà del singolo, né del presidente della Commissione Commercio, ma utilizzando parametri oggettivi. Ci siamo basati sui valori OMI dell’Agenzia delle Entrate, che determinano il valore di mercato delle diverse zone della città e consentono di stabilire criteri equi e trasparenti”.
PEDANE IRREGOLARI E CONTROLLI
Non solo l’aggiornamento dell’OSP, ora il Comune ha accelerato i controlli sull’OSP: “La terza azione, molto importante e molto visibile dal punto di vista dei cittadini, è quella relativa alla rimozione delle pedane non regolari. I Municipi stanno lavorando intensamente su questo fronte e il I Municipio, in particolare, si è distinto con oltre 300 rimozioni già effettuate”.
CHI È IN REGOLA NON DEVE TEMERE
“Parliamo esclusivamente di pedane non regolari: i ristoratori che rispettano le norme non hanno nulla da temere. Chi invece sa di non averle rispettate deve sapere che il Comune vigila. Questo dà la misura concreta delle azioni che portiamo avanti ogni giorno”.
RIMOZIONI IN DANNO E COMMERCIO SU AREA PUBBLICA
“Su questo fronte intendiamo incrementare ulteriormente gli investimenti, anche in prospettiva dell’applicazione della direttiva Bolkestein. Un tema che non riguarda solo i tavolini dei ristoranti, ma più in generale il commercio su area pubblica: chioschi, posteggi isolati fissi, fiorai e altre attività”.
METTERE ORDINE IN CITTÀ
“Fare un investimento importante sulle rimozioni in danno ci consentirà di mettere finalmente ordine in città e di garantire regole chiare e uguali per tutti”.
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