Colonizzazione commerciale, il caso di Pascucci a Roma: licenze smembrate e il minimarket sostituisce negozio storico
L’invasione dei minimarket colpisce indiscriminatamente tutti gli esercizi commerciali, tanto più se si trovano in posizione strategica nei punti più “appetibili” delle città d’arte. Cartina tornasole eclatante è il caso del Bar Pascucci, storica insegna che per 90 anni, tra Largo Argentina e il Pantheon, ha rinfrescato romani e turisti con i suoi leggendari frullati. I negozi secolari, da sempre, costituiscono un baludardo contro il degrado, ma soprattutto accentuano il senso di comunità e appartenenza di un luogo: nel caso specifico non solo un semplice bar o una tappa immancabile per chi decideva di visitare la città eterna, ma uno spazio fisico dotato di Genius Loci, capace di restituire un’atmosfera unica capace di percorrere la storia di una città, Roma, per certe versi immutabile, ma per altri completamente sradicata dal suo passato più o meno recente.
PASCUCCI PRIMA RINNOVA LA LOCAZIONE, POI VENDE LE LICENZE, SMEMBRANDOLE.
Dopo quasi 90 anni dunque – l’apertura risale al 1936 – i gestori hanno alzato bandiera bianca, non prima però di aver rinnovato il contratto di locazione con il proprietario delle mura. Un mese dopo aver firmato, però, sarebbe arrivata la decisione di cedere le licenze. L’esercizio commerciale infatti era dotato di una doppia licenza, possibilità consentita dalla precedente normativa, ma che oggi non è più possibile.
COLONIZZAZIONE COMMERCIALE: SOCIETA’ CON MILLE EURO DI CAPITALE SUBENTRA ED APRE NEGOZIO DI BORSE PER TURISTI
La prima, quella di somministrazione, è stata ceduta – da quanto apprende PMINEWS – a Elisa Propaganda Srl, con l’intenzione di aprire un locale sempre in centro. Va infatti ricordato che la parte storica di Roma è sito Unesco e questo consente al Comune di non concedere più aperture, oltre quelle esistenti. Per questo, chiunque voglia aprire un’attività nel cuore della Capitale è costretto a comprare, a peso d’oro, vecchie licenze.
La seconda licenza, quella di vicinato alimentare, è stata invece ceduta, sempre a caro prezzo, ad una nuova società, creata a giugno e con capitale ad hoc di mille euro, che ha preso anche le mura in sublocazione, azione consentita dalla legge. Questa società però ha trasformato la licenza da vicinato alimentare a non alimentare, per aprire immediatamente una rivendita di borse per turisti.
MUNICIPIO SOSPENDE APERTURA, MA LE ARMI NORMATIVE SONO SPUNTATE
Il I Municipio ha subito dichiarato l’inefficacia della Scia, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, uno strumento burocratico che semplifica l’avvio, la modifica o la cessazione di attività commerciali, artigianali o edilizie. Consente di iniziare subito l’attività senza attendere un’autorizzazione formale, ma gli enti competenti possono controllare la regolarità entro 60 giorni e bloccare l’attività in caso di irregolarità.
A seguito di questa decisione le serrande sono rimaste abbassate, ma sembrerebbe solo sfruttando questo cavillo burocratico, in attesa del possibile ricorso al TAR contro la chiusura forzata del Municipio che, a causa della normativa vigente, Legge Bersani e la 241/90, si trova con le armi spuntate contro questa autentica invasione.
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