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News5 Dicembre 2025 16:47

Colonizzazione commerciale, Paccagnella (Federcontribuenti): è la morte del negozio di vicinato, fondamentale per nostre città storiche

Roma - Colonizzazione commerciale, Paccagnella (Federcontribuenti): è la morte del negozio di vicinato, fondamentale per nostre città storiche

AFFITTI ALTI E DESERTIFICAZIONE COMMERCIALE DEI CENTRI STORICI

Affitti alti, concorrenza sleale con prodotti che nulla hanno a che fare con la qualità del Made in Italy e vantaggi fiscali nascosti. E’ questo il quadro a tinte fosche che Marco Paccagnella, presidente di Federcontribuenti, dipinge a PMINEWS sulla desertificazione commerciale delle nostre città e alla progressiva colonizzazione dei piccoli negozi a prezzi stracciati ripieni di prodotti di scarsa qualità

L’INVASIONE DI PRODOTTI NON AUTENTICI A VENEZIA

“Pensate che a Venezia la situazione è ancora peggiore. Perché il classico veneziano con la propria bottega, che aveva da tantissimi anni, dove vendeva cose esclusive come prodotti da forno, food o addirittura souvenir di Murano, Burano, Torcello, non riesce più ad avere mercato rispetto ai negozi che vendono souvenir non autentici e paccottiglia”.

CE COME “CHINA EXPORTS”: CONCORRENZA SLEALE AL MADE IN ITALY

Per il presidente la concorrenza sleale è spietata: “I prezzi di affitto sono biblici, penso a quelli che si pagano a Venezia per avere un localino da tre metri per due. E le persone cosa fanno? Entrano nel negozio successivo, dove comprano la stessa cosa perché sembra identica, ma viene prodotta da un’azienda cinese. Oltretutto adesso ci mettono anche il simbolo CE che non sta per Comunità Europea, ma per China Exports.

Stanno divorando il Made in Italy, ormai sostituito da mezzo mondo, dove tutto costa nulla, dove qualsiasi cosa a questi negozi costa meno, nonostante lo importino dall’altra parte del mondo”.

PREZZI STRACCIATI GRAZIE A IMPORT E VANTAGGI FISCALI

L’import provoca un vero e proprio crollo dei prezzi: “Questa concorrenza è improponibile, anche a causa di accordi bilaterali che consentono di pagare meno tasse. Vi faccio un esempio: ho seguito il China Export, che è sempre un CE, quello di Padova, il più grande d’Italia, in Corso Stati Uniti, è grande come la Fiat di Torino, dove ci sono solo aziende cinesi, dove arriva tutta l’importazione. La conseguenza è che un vestito viene comprato lì a 10-12 euro e poi rivenduto, cambiando solo l’etichetta, a 80-100 euro.

La conseguenza è la morte del negozio di vicinato, di quartiere, che è fondamentale per le nostre città storiche”.

SERRANDE ABBASSATE E PERDITA DI PRESIDIO SOCIALE

La conseguenza è l’abbassamento di centinaia di serrande in tutta Italia: “sono costretti, anche perché oggi l’Agenzia delle entrate può emettere direttamente il decreto ingiuntivo senza passare per il tribunale, finiremo per lasciare il commercio in mano a questi negozi di scarsa qualità”.

LA “LENZUOLATA” DI BERSANI E LA LIBERALIZZAZIONE SENZA REGOLE

Anche Paccagnella fa risalire l’origine dei problemi alla liberalizzazione di Bersani: “La famosa ‘lenzuolata’ va rivista, regolamentata. Non è possibile che un negozio storico si ritrovi accanto a uno che vende oggetti che sembrano gli stessi, ma a metà prezzo. Fuori dalle aree Unesco non esistono più vincoli per distanza e attività simili o una proporzione per numero di abitanti, nessuna limitazione, basta solo un documento burocratico che va presentato, aspetti i 30 giorni e se non ti rispondono hai il tacito assenso”.

LA NORMA VA CONTROLLATA, NON ABOLITA

Per il presidente non è sbagliata la “Bersani” di per sé: “Non era male come norma ma, come in tutte le cose, serve un sistema di controllo, di verifica”.

RISCHIO PER LA TRADIZIONE AGROALIMENTARE ITALIANA

A tutto questo si aggiunge il depauperamento della nostra ristorazione, che poi si poggia ovviamente sul nostro sistema produttivo: “Proveniamo da una tradizione agroalimentare di qualità e la stiamo esportando in altri posti del mondo che la valorizzano, ma rischia di scomparire proprio qui dove è nata”.

SERVE UNA DEMOCRAZIA COMMERCIALE NEI CENTRI STORICI

Cosa fare, dunque? “Il governo deve correre subito ai ripari e riportare comunque una forma di democrazia commerciale: all’interno del centro storico, come Firenze, Venezia, Roma, devono esserci prevalenza di negozi di qualità, gestiti da chi sa riconoscere il nostro Made in Italy, altrimenti, oltre alla chiusura di questi locali storici, ci ritroveremo le città svuotate.

A questo aggiungo anche il ruolo di “telecamere umane” dei negozianti, che garantiscono maggiore sicurezza proprio dentro i centri cittadini”.

PROTEGGERE LE BOTTEGHE STORICHE E IL MADE IN ITALY

Per Paccagnella l’azione deve seguire una direzione precisa: “Serve intervenire immediatamente a una deregolamentazione, rispetto alle norme attuali, così da proteggere le quote di negozi storici, che vanno protetti per il mantenimento della nostra cultura e per proteggere il Made in Italy.

Inoltre credo che il prodotto, anche di food, che non è della terra d’origine che si va a consumare, va tassato in maniera diversa, più pesante, così da disincentivarne il consumo o l’acquisto”.

www.federcontribuenti.it

www.pminews.eu

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