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News30 Giugno 2026 17:08

Moda, Sburlati: pilastro strategico del paese. Traghettare settore integrando AI. VIDEOINTERVISTA

“Il comparto della moda e del tessile si conferma un pilastro strategico per il sistema Paese, forte di mezzo milione di posti di lavoro, un giro d’affari di 90 miliardi di euro e una quota di export che tocca il 75%, posizionandosi come il secondo settore manifatturiero italiano per vendite all’estero. In questa fase di profonda trasformazione, l’individuazione di nuove rotte commerciali diventa fondamentale per garantire che il tessile-abbigliamento mantenga il proprio ruolo di asse portante dell’economia nazionale anche nei prossimi anni”.

Così Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, A margine dell’Assemblea Generale 2026 di Confindustria Moda “Le nuove rotte”, in corso di svolgimento a Palazzo Mezzanotte a Milano

Per governare questo cambiamento, Confindustria Moda ha annunciato una partnership strategica con l’Istituto Nazionale per l’Intelligenza Artificiale per l’industria. L’obiettivo è traghettare una filiera storicamente tradizionale, ma ricca di competenze e saperi unici, verso i nuovi standard tecnologici. L’integrazione dell’IA nei processi aziendali non è più un’opzione, ma una necessità competitiva: se non saranno le imprese italiane a guidare questa transizione, lo faranno i competitor esteri. Da qui la nascita di un grande progetto sinergico che collegherà il mondo universitario, l’Istituto Nazionale e il tessuto imprenditoriale della moda.

Sul fronte dell’internazionalizzazione, lo sguardo si sposta verso aree geografiche non tradizionali, con il Mercosur individuato come obiettivo geopolitico e commerciale prioritario. Si tratta di un bacino dalle enormi potenzialità, sia per il posizionamento dei grandi brand sia per la fornitura di materie prime e semilavorati. Parallelamente, la vera scommessa per il futuro dell’export è rappresentata dal tessile tecnico. Questa tecnologia d’avanguardia permetterà al comparto di diversificare la produzione ed entrare con forza in settori ad altissimo valore aggiunto fino a ieri inesplorati, come il medicale, l’edilizia e l’aerospaziale, aree strategiche su cui l’industria deve necessariamente puntare.