Più Made in Italy
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

In Parlamento13 Luglio 2026 11:40

Attività portuali, interrogazione Rosato (Azione): su accordo Enel-Minosse porti Civitavecchia e Brindisi

Atto Camera

Roma - Interrogazione a risposta scritta 4-08439

presentato da

ROSATO Ettore

testo di

Martedì 7 luglio 2026, seduta n. 686

ROSATO. — Al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

come già riportato nelle interrogazioni 4-06491 e 4-08005 la società Minosse è l’unica impresa autorizzata ex articolo 16 della legge 28 gennaio 1994, n. 84 all’attività di imbarco, sbarco e movimentazione del carbone nel porto di Civitavecchia per la centrale elettrica di Torrevaldaliga Nord e in quello di Brindisi, in sostanziale regime di mono-committenza;

in conseguenza della proroga del phaseout dal carbone al 2038, Minosse è tenuta a mantenere in essere un’organizzazione imprenditoriale idonea alla prontezza operativa a garanzia della sicurezza energetica nazionale; suddetta attività di operation, richiede la piena disponibilità dell’intero organico di Minosse, attualmente composto da 37 unità di personale, attualmente interessate da un regime di cassa integrazione con contratto di solidarietà;

in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di attuazione dell’articolo 5-bis del decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21, Enel e Minosse hanno sottoscritto un accordo ponte per la costituzione della riserva strategica nazionale a carbone che ha però costretto la Minosse ad un taglio dell’orario di lavoro pari all’80 per cento;

a quanto risulta all’interrogante, Enel ha da ultimo comunicato alla società Minosse la rimodulazione dal 1° luglio 2026 dell’accordo in vigore, in considerazione della mancata emanazione dei decreti attuativi e delle dichiarazioni che il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica ha reso a margine di un convegno a Civitavecchia con le quali ha escluso un contributo dello Stato alla riconversione degli impianti;

tale rimodulazione, che prevede il riconoscimento di un trattamento economico equiparato a soli cinque lavoratori, non consente di mantenere la continuità lavorativa ed impedisce quindi alla Minosse di mitigare le perdite economiche già generate nel primo semestre di quest’anno anche in conseguenza dell’essersi fatta carico della cassa integrazione in solidarietà per tutto l’organico;

Enel aveva già anticipato per le vie brevi alla Minosse che in assenza di contributi statali non avrebbe proceduto autonomamente ad una riconversione delle centrali nella cosiddetta riserva a freddo, annunciando quindi anche la prossima interruzione del relativo contratto di committenza;

nel quadro rappresentato, la società Minosse si troverebbe costretta ad interrompere la propria attività e procedere al licenziamento dei lavoratori, nonostante le ripetute rassicurazioni avute nei mesi scorsi;

ad oggi, Enel non risulta abbia presentato un programma di attività volto all’incremento dei traffici e alla produttività del porto ai sensi dell’articolo 18, comma 8, della legge 28 gennaio 1994, n. 84, la cui mancata osservanza può comportare alla decadenza del rapporto concessori ad opera dell’Autorità di sistema portuale;

si sottolinea altresì che Minosse, pure lavorando in regime di mono-committenza da quasi venti anni, è rimasta esclusa dalla riorganizzazione di Enel che prevedeva inizialmente il suo assorbimento in Enel logistics –:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto esposto e quali siano i tempi per l’emanazione dei decreti attuativi della disposizione dell’articolo 5-bis di cui sopra;

se i Ministri interrogati confermino l’impossibilità di introdurre in tali provvedimenti forme di contributi pubblici in favore della riconversione della centrale o se vi siano in corso interlocuzioni con la Commissione europea per rendere compatibile questa contribuzione con l’ordinamento europeo;

quali iniziative intendano adottare al fine di realizzare la riserva strategica nazionale a carbone con la riconversione degli impianti di Civitavecchia e Brindisi;

quali iniziative intendano promuovere a tutela e salvaguardia del personale impiegato nelle società operanti in sostanziale regime di mono-committenza per le centrali di Civitavecchia e Brindisi;

se alla luce di quanto esposto e della mancata osservanza degli obblighi previsti dalla legge 28 gennaio 1994, n. 84, in assenza di un programma di attività volto all’incremento dei traffici e alla produttività del porto, possa valutarsi la sussistenza dei presupposti per dichiarare la decadenza del rapporto concessorio.
(4-08439)