Milano - PMI e Zes unica, Urso (Mimit): crisi filiera elettrodomestico in gran parte dovuta a regole UE. VIDEOINTERVISTA
“C’è un confronto tra tutte le parti, nel quale mi auguro che emergano elementi condivisi per realizzare un altro piano industriale che punti su rilancio degli stabilimenti nel nostro Paese, e che noi dobbiamo assolutamente accompagnare con le riforme necessarie nelle regole europee”.
Così il Ministro Adolfo Urso (MIMIT), a margine degli Stati Generali della Space Economy 2026 in corso di svolgimento a Milano
“Per questo mi sono subito attivato e stiamo condividendo un documento di indirizzo strategico sulla politica degli elettrodomestici in Europa con le altre grandi nazioni industriali, a cominciare dalla Germania e della Francia. Perché la crisi del bianco della filiera dell’elettrodomestico è in gran parte dovuta alle regole europee, ed infatti in questi anni hanno chiuso venticinque stabilimenti in Europa”.
“Siamo riusciti a preservare, noi sì, quelli di Whirpool Beko in Italia, mentre la stessa multinazionale turca che ha garantito e preservato gli stabilimenti in Italia ha chiuso gli altri stabilimenti del gruppo ex Whirlpool in Polonia e in Gran Bretagna, come ha dimostrato anche sin dall’inizio questa vicenda di Electrolux, dato che la multinazionale ha già chiuso l’altro stabilimento che aveva in Ungheria. Noi, consapevoli di questo, stiamo lavorando con determinazione perché siano salvaguardati gli stabilimenti italiani. Ma per poter rilanciare la filiera del bianco in Europa è necessario che cambino le regole europee”.
“Questa mattina convocherò le regioni che hanno sottoscritto questo documento sia per analizzare insieme a loro, e poi con le altre regioni del Paese e le aree di accelerazione industriale che sono previste nell’Industrial Acceleretor Act che abbiamo fortemente voluto e che oggi in corso di approvazione nel trilogo europeo, così da essere pronti a realizzarle prima possibile, sia per quanto riguarda eventuali ulteriori misure di semplificazione e di sburocratizzazione che potremmo introdurre. Ed è per questo che abbiamo un confronto continuativo con Confindustria: già nel prossimo decreto imprese che ha intenzione realizzare prima della legge di bilancio abbiamo anche ipotizzato di estendere le semplificazioni previste nelle zone logistiche speciali a tutte le aree del Centro-Nord del nostro Paese, così come abbiamo fatto con le zone economiche speciali per quanto riguarda il Mezzogiorno, ovviamente all’interno delle regole europee, che sono piuttosto stringenti”.
“L’idea è quella di fare un’area per tutto il Centro-Nord di semplificazione amministrativa per accelerare gli investimenti. Cosa diversa dalle zone economiche speciali che ovviamente in gran parte sono finanziate con i fondi di coesione e il cui fine è proprio quello di ridurre i divari interni alle nazioni europee”.