Più Made in Italy
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

News16 Giugno 2026 11:41

Pubblici esercizi, Sbraga (FIPE): meno imprese e iper concentrazione due fenomeni stessa medaglia. VIDEOINTERVISTA

Roma - “Presentiamo questo osservatorio sulla demografia dei pubblici esercizi all’interno dei centri storici urbani per evidenziare alcune tendenze di grande rilievo. Da un lato emerge una chiara flessione del numero di imprese negli ultimi dieci anni, una contrazione che investe in particolar modo i bar. Nonostante si registri un incremento sul fronte della ristorazione, il saldo finale resta comunque negativo. Questo dato smentisce la percezione comune secondo cui nei contesti urbani si assisterebbe a una crescita indiscriminata e ininterrotta di bar e ristoranti”.

Così a PMINEWS Luciano Sbraga, direttore ufficio studi di FIPE- Confcommercio, a margine della presentazione del rapporto “Pubblici esercizi e movida. La demografia d’impresa nei centri storici”, organizzata a Roma.

“Dall’altro lato, si rilevano dinamiche critiche legate all’iperconcentrazione delle attività in aree cittadine circoscritte, fenomeno che spesso alimenta la cosiddetta malamovida. L’addensamento eccessivo di esercizi in zone limitate genera inevitabilmente un problema di sovraccarico e un impatto antropico insostenibile. A ciò si aggiungono dinamiche di dumping commerciale alimentate da attività che possiamo definire “scarnificate”. Ci si riferisce prevalentemente a quella parte del comparto take away che, posizionandosi nei centri storici o nei punti nevralgici della movida, si dedica in via quasi esclusiva alla vendita di alcolici e superalcolici. L’abuso di alcol rappresenta il vero tratto distintivo della malamovida, una patologia racchiusa all’interno della movida stessa che richiede interventi regolatori mirati e incisivi da parte delle amministrazioni locali.

La contrazione delle attività commerciali non si manifesta comunque in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Nei centri in cui i pubblici esercizi mostrano un segno positivo si tratta principalmente di capoluoghi del Mezzogiorno. In queste aree la crescita è trainata da dinamiche di autoimpiego: il comparto della ristorazione e dei bar rimane forse l’unico canale in grado di generare occupazione immediata tramite l’iniziativa di imprenditori locali. Emerge così una netta linea di demarcazione tra un mercato ormai maturo come quello del Nord e un mercato meno consolidato al Sud, dove la pressione occupazionale è più forte e il settore commerciale si trasforma in un ammortizzatore sociale e in una concreta opportunità di lavoro”.