Roma - Interrogazione a risposta scritta 4-08149
presentato da
testo di
L’ABBATE. — Al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:
i composti organici volatili non metanici (Nmvoc – Non Methane Volatile Organic Compounds) costituiscono una delle principali categorie di inquinanti atmosferici disciplinate dalla direttiva (UE) 2016/2284 (direttiva Nec), insieme a ossidi di azoto, biossido di zolfo, ammoniaca e particolato fine PM2,5;
gli Nmvoc comprendono centinaia di sostanze chimiche differenti, tra cui benzene, toluene, xilene, formaldeide, solventi organici, composti derivanti da vernici, adesivi, prodotti per la pulizia, cosmetici, carburanti e numerosi processi industriali;
tali composti rivestono un ruolo centrale nella formazione dell’ozono troposferico, inquinante secondario che si genera attraverso reazioni fotochimiche tra Nmvoc e ossidi di azoto in presenza di radiazione solare;
secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, l’ozono troposferico continua a rappresentare una delle principali minacce ambientali per la salute pubblica e per gli ecosistemi europei e nel 2023 è stato associato a circa 63.000 morti premature nell’Unione europea, oltre a provocare danni economici rilevanti alle produzioni agricole;
la direttiva (UE) 2016/2284 impone all’Italia specifici obiettivi di riduzione delle emissioni di Nmvoc rispetto ai livelli del 2005 e richiede l’adozione di misure strutturali finalizzate al raggiungimento dei target previsti per il 2030;
numerosi territori italiani continuano a registrare concentrazioni elevate di ozono troposferico durante il periodo estivo, in particolare nelle aree urbane e nella Pianura Padana, dove la combinazione tra traffico, attività produttive, alte temperature e condizioni meteorologiche favorevoli determina la formazione di smog fotochimico;
gli effetti sanitari associati all’esposizione agli Nmvoc e all’ozono comprendono irritazioni delle vie respiratorie, aggravamento dell’asma, riduzione della funzionalità polmonare, aumento dei ricoveri ospedalieri e maggiore rischio di mortalità nei soggetti vulnerabili;
alcuni Nmvoc, come il benzene e la formaldeide, sono inoltre classificati come sostanze cancerogene o potenzialmente cancerogene e la loro presenza nell’ambiente urbano continua a rappresentare un problema di sanità pubblica;
la riduzione delle emissioni di Nmvoc costituisce pertanto uno degli strumenti più efficaci per diminuire la formazione di ozono troposferico e migliorare la qualità dell’aria nelle aree urbane e industriali;
esistono tecnologie e misure già disponibili in grado di ridurre significativamente le emissioni di Nmvoc, tra cui la sostituzione dei solventi tradizionali con prodotti a basso contenuto di composti organici volatili, l’impiego di vernici ad acqua, sistemi di recupero vapori nei depositi e nelle stazioni di rifornimento carburanti, l’adozione delle migliori tecniche disponibili nei processi industriali e una maggiore regolamentazione delle emissioni diffuse;
la riduzione delle emissioni di Nmvoc produce benefici simultanei in termini di qualità dell’aria, salute pubblica, produttività agricola e tutela degli ecosistemi –:
quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere per accelerare la sostituzione dei solventi ad elevata volatilità nei settori industriali, artigianali e dell’edilizia, promuovendo l’utilizzo di prodotti a basso contenuto di composti organici volatili;
se il Governo intenda rafforzare i sistemi di recupero vapori nei depositi petroliferi, nelle raffinerie e nelle stazioni di distribuzione dei carburanti, al fine di ridurre le emissioni diffuse di Nmvoc;
quali misure siano previste per sostenere le imprese nella conversione verso processi produttivi caratterizzati da minori emissioni di composti organici volatili e favorire l’adozione delle migliori tecniche disponibili;
se il Governo intenda predisporre uno specifico piano nazionale per la riduzione delle emissioni di Nmvoc e dell’ozono troposferico nelle aree maggiormente esposte ai fenomeni di smog fotochimico, con particolare riferimento alla Pianura Padana e ai principali agglomerati urbani.
(4-08149)