CAI, chiude Giornate in Campo. Grano divide in due Italia: in crescita al sud, più qualità al nord. VIDEOINTERVISTE
Tornano le “Le Giornate in Campo” di Cai-Consorzi Agrari d’Italia. Oggi a Poggio Renatico (Ferrara) l’evento conclusivo di un tour itinerante che da fine aprile a maggio ha toccato diverse regioni del Paese.
Otto appuntamenti in diverse aree del Paese per fare il punto sulla coltivazione dei cereali autunno-vernini, simbolo dell’agroalimentare italiano. Le Giornate in Campo sono inoltre l’occasione per saggiare sul terreno la risposta di diversi varietali, gli effetti delle pratiche agronomiche selezionate da CAI per i vari areali e per confrontarsi tra professionisti sulle sfide della stagione, del mercato e della redditività dell’agricoltura.
GRANO DURO, IN CONTRAZIONE LE SUPERFICI
Il grano duro, in particolare, registra un ritorno a rese più soddisfacenti grazie a condizioni climatiche favorevoli. Tuttavia, secondo i dati raccolti da Consorzi Agrari d’Italia e Coldiretti, si segnala una contrazione media delle superfici coltivate tra il 6% e l’8%, con punte fino al -10% al Sud e Isole. Nonostante alcune stime che indicano un aumento delle quantità prodotte e delle superfici coltivate, dall’osservatorio CAI-Coldiretti i riscontri sul campo raccontano una realtà differente e meno rosea.
GRANO DURO, RESE IN CRESCITA AL SUD. AL NORD SI CONFERMA QUALITÀ ELEVATA
Al Sud, in particolare in Sicilia e nelle aree interne della Puglia, le rese risultano in netta ripresa, con produzioni medie di 40-45 q.li/ha, in netto miglioramento rispetto ai 15-20 q.li/ha dell’annata precedente. Nel Centro Italia si registrano rese stabili o in lieve crescita (50-60 q.li/ha), mentre al Nord la qualità si conferma elevata, nonostante quantità inferiori alla media (60-70 q.li/ha).
GRANO TENERO, SUPERFICI STABILI. BUONA QUALITÀ E RESE SUPERIORI A CAMPAGNA 23/24
Per il grano tenero, le superfici coltivate risultano sostanzialmente stabili, con un leggero incremento. Le rese attese sono al di sotto della media storica, ma superiori a quelle della campagna 2023/2024, con una qualità attualmente giudicata buona (60-70 q.li/ha).
ORZO, AUMENTANO LE SUPERFICI
I dati della stagione 2024/2025 evidenziano inoltre un aumento delle superfici coltivate a orzo del 3-4%, con produzioni nella media stagionale. Cresce anche l’interesse verso i cereali minori, in particolare il farro, soprattutto nel Centro Italia.
DI SEGUITO GLI INTERVENTI:
Grano, Consorzi Agrari d’Italia-Coldiretti: qualità in crescita ma preoccupa -7% duro