L’indagine Istat ripercorre l’evoluzione del turismo italiano dagli inizi del Novecento fino al 2025, mostrando come il settore sia passato da fenomeno riservato a pochi a uno dei principali motori dell’economia nazionale.
Le presenze turistiche negli alberghi sono aumentate da 32 milioni nel 1924 a 288 milioni nel 2025, superando i 535 milioni considerando anche le strutture extra-alberghiere. La crescita è stata trainata dal boom economico degli anni Sessanta, dall’espansione delle infrastrutture e, più recentemente, dai voli low cost e dall’aumento del turismo internazionale. L’unica brusca interruzione si è verificata nel 2020 con la pandemia di Covid-19, che ha provocato un crollo delle presenze superiore al 50%, seguito da una rapida ripresa.
Il turismo rappresenta oggi una componente strategica dell’economia italiana. Oltre a contribuire positivamente alla bilancia dei pagamenti, nel 2023 ha generato il 5% del PIL in termini diretti e un ulteriore 4,6% attraverso gli effetti indiretti sugli altri comparti produttivi.
Anche la composizione dei flussi turistici è profondamente cambiata. Se negli anni Sessanta la maggior parte dei visitatori stranieri proveniva da pochi Paesi europei, oggi il turismo è molto più diversificato, con una quota crescente di visitatori extraeuropei. L’Italia rimane una delle principali destinazioni turistiche europee, pur essendo stata superata dalla Spagna per numero di presenze complessive e straniere.
Dal punto di vista territoriale, il turismo resta concentrato in alcune aree, anche se il Mezzogiorno ha aumentato significativamente il proprio peso rispetto agli anni Sessanta. Roma, Milano, Venezia e Firenze si confermano le città più visitate, con una netta prevalenza di turisti stranieri. Parallelamente è cambiata anche l’offerta ricettiva: diminuisce il peso degli alberghi tradizionali, mentre crescono gli alloggi in affitto gestiti in forma imprenditoriale.
Infine, il documento evidenzia il ruolo crescente delle piattaforme digitali come Airbnb, Booking.com, Expedia e TripAdvisor. Tra il 2018 e il 2024 le notti prenotate tramite queste piattaforme sono quasi raddoppiate, nonostante la parentesi della pandemia. Circa tre prenotazioni su quattro provengono da turisti stranieri, confermando la forte attrattività internazionale dell’Italia e il ruolo della digitalizzazione nella trasformazione del settore turistico.