Roma - Benoit Mintiens (Ressence): siamo partiti dalla funzione base dell’orologio per migliorarlo. VIDEOINTERVISTA
“Nel 2009 non avevo ancora fondato Ressence, e non pensavo affatto di creare un marchio di orologi. Mi trovavo al Baselworld (storica fiera mondiale dell’orologeria) e, da designer, ho scoperto che gli orologi più apprezzati erano stati progettati 50, 60, 70 anni fa, ed ho pensato che questa fosse una cosa davvero strana perché, come designer, sei formato a creare cose nuove, nuovi design, nuovi prodotti: cerchi sempre di sfidare ciò che c’è, lo status quo, in sostanza”.
Inizia così l’intervista a Benoit Mintiens, fondatore e direttore creativo di Ressence, una start up fondata nel 2010 con sede ad Anversa, in Belgio. L’occasione per l’intervista è la presentazione del modello Type 11 presso la Boutique Loft di Hausmann & Co. a Roma.
“E dunque questo è stato davvero lo shock che ho provato scoprendo un settore che, a quanto pareva, non si era evoluto in così tanti anni, perché, ovviamente, quando giri per queste fiere vedi solo la facciata. Così, quando sono tornato a casa, ho pensato: ‘Voglio progettare un orologio meccanico con la prospettiva del XXI secolo, nel modo in cui progettiamo gli orologi oggi, non 200 anni fa, ma oggi. Se l’orologeria non esistesse e dovessi progettare il primo orologio oggi, che aspetto avrebbe?”’
“Spero che il risultato sia, in sostanza, una domanda molto interessante da porsi, perché tutti noi indossiamo orologi per motivi diversi. C’è chi indossa un computer molto pratico al polso; altre persone acquistano un orologio di un marchio molto famoso e riconoscibile per altri motivi. Alcuni comprano un orologio perché vogliono esprimere una certa mentalità. Ma ciò che pensiamo a Ressance è che un orologio sia comunque uno strumento funzionale, anche se molti nel nostro settore diranno, o potrebbero sostenere, che il tempo è ovunque, quindi perché preoccuparsi della sua rappresentazione? In qualità di designer industriale, posso solo dire ‘no, un prodotto è rilevante solo quando svolge la sua funzione in modo corretto'”.
“Sarebbe come dire che progettiamo un’auto, ma che non è necessario che guidi bene perché si può prendere un Uber, un aereo, un autobus o un tram. Allora perché realizzare un’auto di qualità? Se ha soltanto un aspetto abbastanza gradevole, non posso accettarlo come assunto, in quanto designer industriale. Quindi il nostro processo, che ci distingue nettamente da molti altri marchi, consiste nel partire davvero dalla funzione di base di un orologio, e cercare di migliorarla. E la funzione di base di un orologio è quella di indicare l’ora. Come si fa a migliorarla? La visione, o l’elemento distintivo che vedete sui nostri orologi è sicuramente molto riconoscibile: una volta che ne avete visto uno, lo riconoscerete sempre. Ma non era quello lo scopo. Lo scopo era sviluppare un meccanismo di visualizzazione dell’ora che fosse più efficiente di qualsiasi altro sistema meccanico presente sul mercato. E il modo in cui ci siamo riusciti è stato, ad esempio, applicare principi di ergonomia di base o aspetti fisiologici fondamentali propri dell’essere umano, ed applicarli al modo in cui viene rappresentato il tempo”.
“Ecco perché un nostro orologio da polso non ha lancette fisiche. Ed ecco perché il quadrante di un orologio è composto da dischi che si trovano tutti sullo stesso piano: perché per l’occhio è più facile leggere un’informazione bidimensionale, piuttosto che tridimensionale. Tutti gli orologi giocano proprio su questo, a diversi livelli. E agli orologiai piace così, amano mettere in mostra la complessità, e va bene. Ma noi crediamo che il motivo principale per cui si acquista un orologio debba essere quello di leggere l’ora in modo corretto: e rendere il quadrante simile a uno schermo o alle parole su un foglio di carta lo rende più facile da leggere”.
“Quest’anno abbiamo presentato il Type Eleven. È un orologio che per noi è molto speciale, perché l’abbiamo sviluppato in modo tale da unire il modulo e il movimento in un unico blocco, progettando tutto in una volta sola. Nei nostri modelli precedenti, invece, c’era ovviamente il design e il meccanismo di nostra produzione per indicare l’ora, ma era azionato da quello che definirei un movimento di base che modificavamo per adattarlo alle nostre esigenze. Quindi la differenza è che nel Type Eleven queste due cose sono un tutt’uno: il vantaggio è che abbiamo potuto aumentare la riserva di carica, ridurre lo spessore dell’orologio e anche visualizzare la riserva di carica sul quadrante. Il risultato è un orologio più slanciato, ed ovviamente con una riserva di carica più lunga”.
Orologi Ressence: creatività ed innovazione per un nuovo modo di leggere il tempo. VIDEOSERVIZIO
