Made in Italy, Urso: Italia guida le riforme in Ue, pronti a decreto imprese a settembre
L’Italia è finalmente al centro della politica industriale europea: l’altro giorno un giornale francese ha detto che l’Italia ispira l’Europa sulle riforme necessarie per il nostro Continente”
“Le crisi di impresa sono diminuite. Quando governavate voi vi erano 160-180 crisi nazionali, nel 2022 quando siamo giunti al Governo erano 55 si sono ridotte a 43 perché 40 sono state risolte con la salvaguardia di 380 siti produttivi e dei relativi lavoratori. Proprio stamattina Confindustria ha presentato un report su come siano aumentati gli investimenti esteri nel nostro paese. Negli ultimi 3 anni sono aumentati gli investimenti esteri nelle imprese italiane, non si sta delocalizzando, si sta investendo in Italia, non ve ne siete accorti? +15% di investimenti esteri in Italia, +19% gli investimenti esteri nella Borsa italiana, che ha registrato il record di crescita tra le borse mondiali; +8% gli investimenti nei titoli di Stato italiani che sono diventati affidabili. E nel contempo ad aprile e maggio abbiamo segnato un’ulteriore crescita nelle esportazioni che ci ha permesso di diventare superando di un balzo sia Giappone che Corea del Sud, il quarto paese esportatore al livello mondiale. Non vi siete accordi che l’Italia cresce nel mondo e il mondo cresce in Italia perché siamo diventati nella percezione globale un paese attrattivo, abbiamo scalato sette posizioni nell’indice di attrattività globale, dal 23° posto del 2022 al 17° posto.”
Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso rispondendo al Question Time al Senato.
“POSSIAMO GARANTIRE STABILITA’”
“Possiamo garantire quella stabilità che gli altri non riescono a garantire. In questo contesto sappiamo che dobbiamo andare avanti ben consapevoli del percorso già raggiunto e per questo pensiamo di fare quattro cose, o almeno di andare verso queste quattro direttrici come abbiamo già peraltro delineato nel documento di politica industriale ‘Made in Italy 2023’ che vi consiglio di leggere. Per quanto riguarda l’innovazione che riteniamo la prima delle frontiere, in sede europea sosterremo il 28° Regime e abbiamo reclamato il nuovo Chips Act 2.0 ben consapevoli che sull’economia digitale l’Italia sta diventando un leader come dimostra l’investimento il più grande autorizzato dalla Commissione europea in questi anni, in Stm microelettronics a Catania, oltre 5 miliardi di euro – ha aggiunto il ministro -. In sede nazionale intendiamo realizzare il Testo Unico per le start-up che raccolga in un unico testo e rafforzi gli interventi già adottati, abbiamo fatto scuola in Europa per quanto riguarda l’esenzione fiscale per gli investimenti delle casse di previdenza e fondi pensione nel venture capital. E poi Transizione 5.0: dopo il successo dello scorso anno, in pochi mesi 20 mila imprese hanno utilizzato Transizione 5.0 per un importo pari a 4 251 milioni di incentivi, la misura più popolare della storia dell’industria italiana che se si somma a Transizione 4.0 significa nel complesso 10,5 miliardi di euro di investimenti, il nuovo piano ha registrato a questa mattina 6.300 domande per un importo di investimenti pari a 2 mld di euro. Abbiamo candidato un Consorzio italiano e siamo fiduciosi che ottenga l’assegnazione della giga-factory europea sull’Intelligenza artificiale”.
“COL PROSSIMO DECRETO IMPRESE FAREMO DI PIU’”
Sulla semplificazione “presenteremo un altro provvedimento oltre a quelli già realizzati. Nel 2025 grazie alle nostre semplificazioni sono stati registrati 134 contratti di sviluppo, tre volte di più del 2022. Sull’aggregazione delle imprese “avete varato nel disegno di legge sulle pmi un incentivo alle imprese ma faremo di più: col prossimo decreto imprese che realizzeremo nel mese di settembre. Proprio nel settore della moda abbiamo realizzato un patto Italia-Francia” “con il prossimo tavolo il 15 luglio”.
Infine, “l’autonomia strategica: materie prime critiche ed energia: l’energia lo sapete, avete approvato il ddl sul nucleare, e nel contempo in questi anni siamo riusciti ad aumentare in maniera significativa quello che riguarda la produzione di energia rinnovabili, e poi sulle materie prime siamo stati uno dei primi paesi in Europa a fare un disegno di legge e ci siamo candidati a importare in Italia nel porto di Marghera, il primo sito di stoccaggio per la nostra Europa”.
“Ecco l’Italia è finalmente al centro della politica industriale europea: l’altro giorno un giornale francese ha detto che l’Italia ispira l’Europa sulle riforme necessarie per il nostro Continente”, ha concluso il ministro.
Made in Italy: Urso, ‘Italia guida le riforme in Ue, pronti a decreto imprese a settembre’