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News12 Giugno 2026 12:05

Lavoro: disoccupazione ai minimi, ma aumentano gli inattivi. I dati ISTAT

Nel primo trimestre del 2026 il mercato del lavoro italiano mostra segnali contrastanti. Da un lato continua la crescita dell’occupazione e si registra una significativa riduzione della disoccupazione; dall’altro aumenta il numero degli inattivi, evidenziando una parte della popolazione che rimane lontana dal mercato del lavoro. L’input di lavoro, misurato attraverso le ore lavorate, cresce dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025, in linea con l’aumento del PIL, che segna un +0,3% su base congiunturale e un +0,8% su base annua.

Gli occupati raggiungono quota 24,2 milioni. Rispetto al trimestre precedente si osserva un incremento di circa 67 mila unità, dovuto soprattutto alla crescita del lavoro autonomo e, in misura minore, dei contratti a termine. Parallelamente diminuisce il numero dei disoccupati, che scende del 7,6% rispetto al trimestre precedente, mentre aumenta leggermente il numero degli inattivi. Il tasso di occupazione sale al 62,7%, il tasso di disoccupazione si riduce al 5,3% e quello di inattività raggiunge il 33,7%.

Nel confronto con il primo trimestre del 2025, la crescita occupazionale appare più contenuta. L’aumento complessivo degli occupati è pari a circa 50 mila unità (+0,2%) ed è sostenuto esclusivamente dalla componente dei lavoratori indipendenti (+4,7%). Al contrario, diminuiscono sia i dipendenti a tempo indeterminato (-0,5%) sia quelli a termine (-4,2%). Particolarmente rilevante è invece la diminuzione dei disoccupati, che calano di oltre 390 mila unità (-22,4%), portando il tasso di disoccupazione al 5,4%, il valore più basso degli ultimi anni.

Dal punto di vista demografico, la crescita dell’occupazione interessa soprattutto le persone tra i 50 e i 64 anni, il cui tasso di occupazione aumenta di 1,3 punti percentuali in un anno. Al contrario, continua il calo dell’occupazione giovanile: il tasso di occupazione dei 15-34enni diminuisce di 0,8 punti percentuali, confermando una tendenza negativa già osservata nei trimestri precedenti. Migliora invece la situazione delle donne, il cui tasso di occupazione cresce di 0,3 punti percentuali, mentre quello maschile registra una lieve flessione.

Un elemento di attenzione riguarda l’aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che raggiungono i 12,5 milioni di persone, con una crescita del 2,6% rispetto all’anno precedente. L’incremento riguarda soprattutto chi è in attesa dell’esito di precedenti ricerche di lavoro, chi è impegnato negli studi e chi dichiara di non essere interessato a lavorare o è già pensionato. Al contrario, diminuisce il numero degli scoraggiati, cioè di coloro che rinunciano a cercare lavoro perché convinti di non riuscire a trovarlo.

Dal lato delle imprese, la domanda di lavoro continua a crescere. Le posizioni lavorative dipendenti aumentano dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% su base annua, trainate soprattutto dai contratti a tempo pieno. Si registra invece una lieve diminuzione del lavoro in somministrazione, mentre continua a espandersi il lavoro intermittente, che cresce dell’8,7% rispetto al primo trimestre del 2025. Le ore lavorate per dipendente mostrano una lieve diminuzione congiunturale, mentre il ricorso alla cassa integrazione continua a ridursi.

Per quanto riguarda il costo del lavoro, si osserva un aumento sia delle retribuzioni sia dei contributi sociali. Complessivamente il costo del lavoro per unità di lavoro equivalente a tempo pieno cresce del 3% rispetto all’anno precedente. Le retribuzioni contrattuali registrano una crescita significativa (+5,4%), favorita soprattutto dai rinnovi contrattuali nel settore pubblico e dell’istruzione.

In sintesi, il primo trimestre del 2026 conferma una situazione del mercato del lavoro nel complesso positiva, caratterizzata da una disoccupazione in forte diminuzione e da livelli occupazionali sostanzialmente stabili. Tuttavia emergono alcune criticità, come la riduzione dell’occupazione giovanile, il calo dei lavoratori dipendenti e l’aumento dell’inattività, aspetti che richiedono attenzione per garantire una crescita più equilibrata e inclusiva dell’occupazione nel lungo periodo.

www.istat.it

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