Il mercato del lavoro italiano continua a mostrare segnali di rafforzamento. Secondo il report diffuso dall’Istat, ad aprile 2026 il numero degli occupati cresce di 123mila unità rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 24 milioni e 337mila lavoratori. Un incremento che coinvolge uomini e donne, lavoratori dipendenti e autonomi, confermando una dinamica positiva diffusa in gran parte delle categorie professionali.
Parallelamente diminuiscono sia le persone in cerca di occupazione sia gli inattivi. Il tasso di occupazione sale così al 63,1%, mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,1%, con un miglioramento ancora più evidente tra i giovani, dove il dato cala al 16,9%.
L’analisi su base annua evidenzia una crescita dell’occupazione dell’1,1%, pari a 269mila occupati in più rispetto ad aprile 2025. A trainare l’incremento sono soprattutto i lavoratori dipendenti permanenti e gli autonomi, mentre continua a ridursi il numero dei contratti a termine. Un segnale che indica una maggiore stabilità del mercato del lavoro e una progressiva consolidazione dei rapporti occupazionali.
Dal punto di vista generazionale, la crescita occupazionale interessa in particolare la fascia over 50, che registra un aumento del 4,2% rispetto allo scorso anno, e i lavoratori tra i 25 e i 34 anni. Restano invece più deboli i dati relativi ai giovani tra i 15 e i 24 anni e alla fascia centrale tra i 35 e i 49 anni, dove l’occupazione continua a mostrare segnali di rallentamento.
Positivi anche i dati sulla partecipazione femminile al mercato del lavoro. Il tasso di occupazione delle donne raggiunge il 54,4%, in crescita sia su base mensile sia annuale, confermando una tendenza che negli ultimi mesi appare sempre più strutturale.
Nel complesso, il quadro delineato dall’Istat restituisce l’immagine di un mercato del lavoro in miglioramento, sostenuto dalla crescita dell’occupazione stabile e dalla riduzione della disoccupazione. Rimangono tuttavia alcune criticità legate alle differenze generazionali e alla qualità dell’occupazione giovanile, elementi che continueranno a rappresentare una sfida centrale per il sistema economico italiano nei prossimi mesi.