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News29 Maggio 2026 12:10

Inflazione, a maggio accelera la corsa dei prezzi: energia e servizi spingono il dato al +3,2%. I dati ISTAT

L’inflazione torna ad accelerare in Italia. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, a maggio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento del 3,2% su base annua, in crescita rispetto al +2,7% di aprile. A incidere maggiormente sono soprattutto i rincari dell’energia e dei servizi, mentre il comparto alimentare mostra segnali più contenuti di rallentamento.

La spinta principale arriva dai beni energetici, che registrano un incremento del 12% rispetto allo stesso mese del 2025. In particolare accelerano i prezzi dei carburanti, della benzina e del gas sul mercato libero, elementi che continuano ad avere un impatto diretto sia sui consumi delle famiglie sia sui costi delle imprese. L’aumento dei prezzi energetici contribuisce così a rafforzare la pressione inflazionistica complessiva, confermando come il settore resti uno dei principali fattori di instabilità del quadro economico.

Anche il comparto dei servizi mostra una crescita sostenuta. I prezzi dei servizi ricreativi, culturali e legati alla cura della persona salgono del 3%, mentre aumentano in modo significativo i costi dei servizi di alloggio, della ristorazione e dei trasporti. A incidere sono soprattutto il rialzo delle tariffe nel trasporto aereo e marittimo e l’incremento dei prezzi nel turismo, trainati dalla ripresa della domanda e dall’avvicinarsi della stagione estiva.

Sul fronte alimentare, l’inflazione resta elevata ma con segnali di lieve stabilizzazione. I prodotti alimentari non lavorati crescono del 5,8% su base annua, con aumenti marcati per frutta fresca e alcuni beni agricoli, mentre rallenta leggermente il comparto degli ortaggi. Più contenuta invece la crescita degli alimentari lavorati, che si ferma allo 0,6%.

L’analisi per frequenza di acquisto evidenzia come a pesare maggiormente sui bilanci familiari siano soprattutto i beni acquistati quotidianamente. I prodotti ad alta frequenza di acquisto registrano infatti un aumento del 4,5%, confermando una pressione inflazionistica percepita in modo diretto dai consumatori nella spesa di tutti i giorni.

L’inflazione di fondo — calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi — sale invece all’1,8%, segnale che la componente più strutturale della crescita dei prezzi rimane ancora relativamente contenuta rispetto ai picchi registrati negli anni precedenti.

Nel complesso, il quadro delineato dall’Istat mostra un’inflazione in nuova accelerazione, sostenuta soprattutto dai costi energetici e dalla crescita dei servizi. Una dinamica che potrebbe continuare a influenzare consumi, potere d’acquisto delle famiglie e strategie economiche nei prossimi mesi, in un contesto ancora caratterizzato da forte volatilità dei mercati energetici e delle materie prime.

www.pminews.eu

www.istat.it