Sovranità digitale non significa escludere gli altri, ma coinvolgerli, con l’obiettivo di rafforzare la nostra capacità di scegliere e quindi la nostra autonomia strategica. E in questo processo dobbiamo ascoltare gli altri, come il Sommo Pontefice Leone XIV, che ha voluto dedicare la sua prima enciclica, “Magnifica Humanitas” proprio all’IA, rivolgendosi a tutti e non solo ai credenti”.
Così il Ministro del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, all’apertura dei lavori della riunione dei Ministri del G7 dedicata a Digitale e Tecnologie in corso a Bercy, a Parigi, sede del Ministero dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità Industriale e Digitale francese.
“L’IA non ha confini, ma l’uomo e il nostro mondo hanno precisi confini. Il nostro mondo ha il confine tra chi, come noi, condivide il principio fondamentale della libertà e chi ritiene che le tecnologie possano servire a controllare meglio le libertà. L’uomo, invece, aspira a superare il confine dell’infinito, rispetto al quale però l’IA non ha e non può dare soluzioni”.
“Per questo siamo d’accordo con il Sommo Pontefice: la persona deve sempre rimanere al centro, secondo quella visione antropocentrica che è a fondamento della nostra civiltà. Dobbiamo lavorare insieme, innanzitutto con chi condivide questi valori, senza escludere alcuno, perché vale per tutti il principio della condivisione”.