Più Made in Italy
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

News15 Maggio 2026 14:13

Prezzi al consumo in crescita ad aprile 2026: sale l’inflazione. I dati ISTAT

Il rapporto Istat sui prezzi al consumo di aprile 2026 evidenzia un deciso aumento dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività registra infatti una crescita del 2,7% su base annua, in aumento rispetto all’1,7% di marzo. L’accelerazione è stata trainata soprattutto dal forte rincaro dei beni energetici e degli alimentari freschi, mentre alcuni comparti dei servizi hanno mostrato un rallentamento.

L’elemento che ha inciso maggiormente sull’aumento dell’inflazione è stato il comparto energetico. I prezzi dell’energia, che nei mesi precedenti erano in diminuzione, hanno registrato una brusca inversione di tendenza, soprattutto nel mercato non regolamentato. Sono aumentati sensibilmente il gasolio per riscaldamento, il gas naturale nel mercato libero, i carburanti per autotrazione e l’energia elettrica. Anche i servizi energetici regolamentati hanno mostrato rialzi, sebbene più contenuti. Questa dinamica ha avuto un impatto importante sia sulle spese domestiche sia sui costi legati ai trasporti.

Anche il settore alimentare ha contribuito alla crescita dei prezzi, in particolare per quanto riguarda gli alimenti non lavorati. Frutta, verdura, pesce fresco e altri prodotti agricoli hanno registrato rincari significativi. Al contrario, gli alimentari lavorati hanno mostrato una crescita più moderata. L’Istat segnala inoltre un aumento del cosiddetto “carrello della spesa”, cioè l’insieme dei beni essenziali per la casa e la persona, che continua a incidere direttamente sul costo della vita quotidiana delle famiglie.

Diversa invece la situazione nel comparto dei servizi, dove si osserva un rallentamento generale. I prezzi dei servizi ricreativi, culturali, turistici e legati alla cura della persona crescono meno rispetto ai mesi precedenti. In particolare si riduce l’aumento dei prezzi dei servizi di alloggio e dei trasporti aerei. Anche il settore della ristorazione e degli alberghi mostra una crescita più contenuta rispetto a marzo.

L’inflazione di fondo, cioè quella calcolata escludendo energia e alimentari freschi, rallenta all’1,6%. Questo dato suggerisce che l’aumento generale dei prezzi sia dovuto soprattutto a fattori esterni e più volatili, come energia e materie prime, piuttosto che a una crescita diffusa e strutturale dei prezzi in tutti i settori dell’economia.

Il documento evidenzia inoltre che i beni aumentano molto più rapidamente dei servizi. I prezzi dei beni crescono del 3,1% annuo, mentre quelli dei servizi si fermano al 2,4%. Si tratta di un cambiamento rilevante rispetto ai mesi precedenti, quando erano i servizi a trainare maggiormente l’inflazione. Crescono anche i prezzi dei prodotti acquistati più frequentemente dai consumatori, come carburanti, alimentari e tabacchi, con effetti immediati sulla percezione del caro vita.

Per quanto riguarda gli indicatori europei, anche l’indice armonizzato IPCA mostra una forte accelerazione, arrivando al 2,8% annuo. L’Istat sottolinea che questo indice risente anche della fine dei saldi stagionali, soprattutto nel settore dell’abbigliamento e delle calzature. L’indice a tassazione costante, che esclude gli effetti delle imposte indirette, cresce ancora di più, segnalando che alcune misure fiscali hanno contribuito a contenere parzialmente l’inflazione.

Nel complesso, il quadro delineato dall’Istat mostra un ritorno di forti pressioni inflazionistiche, concentrate soprattutto su energia e beni alimentari. Pur in presenza di un rallentamento dei servizi e dell’inflazione di fondo, il rialzo dei prezzi dei beni essenziali continua a pesare sul potere d’acquisto delle famiglie italiane e conferma una fase economica ancora caratterizzata da forte instabilità dei costi.

www.istat.it

www.pminews.eu