In calo il tasso di profitto ma cresce il tasso di investimento delle imprese
Nel 2025 l’economia italiana mostra una crescita moderata, con un aumento del valore aggiunto complessivo sostenuto soprattutto dall’attività delle imprese e delle famiglie. Tuttavia, dietro questo andamento positivo si osservano dinamiche diverse tra i vari soggetti economici.
Le famiglie registrano un miglioramento delle proprie condizioni: il reddito disponibile cresce e, poiché aumenta più dei prezzi, si traduce anche in un incremento del potere d’acquisto. Questo favorisce una ripresa dei consumi, che risultano in aumento. Allo stesso tempo, però, la quota di reddito destinata al risparmio si riduce leggermente, segnalando una maggiore propensione a spendere. In calo risultano anche gli investimenti delle famiglie, in particolare quelli legati alle abitazioni.
Le imprese non finanziarie continuano a espandere la loro attività produttiva, ma vedono ridursi la redditività. I costi, in particolare quelli legati al lavoro, crescono più rapidamente dei profitti, determinando una diminuzione del tasso di profitto. Nonostante ciò, le imprese aumentano gli investimenti, mostrando una certa fiducia nelle prospettive future, anche se questo comporta una riduzione delle risorse finanziarie disponibili.
Nel settore finanziario si osserva una diminuzione dell’attività produttiva, ma al tempo stesso un miglioramento dei redditi derivanti dal capitale. Questo consente al settore di rafforzare la propria posizione finanziaria complessiva.
Le amministrazioni pubbliche mostrano un miglioramento dei conti, con una riduzione del disavanzo rispetto all’anno precedente, segnale di un parziale riequilibrio della finanza pubblica.
Nel complesso, il Paese presenta una posizione finanziaria positiva nei confronti dell’estero, in miglioramento. Questo risultato è dovuto soprattutto all’aumento dei redditi provenienti dall’estero, che compensano un peggioramento del saldo commerciale.
Nel sistema economico, il reddito viene prima prodotto e poi distribuito tra i diversi soggetti, anche attraverso l’intervento pubblico. Successivamente viene utilizzato per i consumi o risparmiato. Quando il risparmio non è sufficiente a finanziare gli investimenti si genera indebitamento, mentre un eccesso di risorse determina una capacità di finanziamento. In questo processo, il ruolo dello Stato è centrale, poiché attraverso imposte, contributi e prestazioni sociali redistribuisce il reddito, influenzando in modo significativo le risorse effettivamente disponibili per famiglie e imprese.