Roma - “Questa è l’occasione per presentare il calendario degli eventi e gli obiettivi che ci proponiamo insieme agli altri ministeri competenti, per la terza giornata nazionale del Made in Italy, in programma il 15 aprile, occasione della nascita di Leonardo da Vinci. Da lui nasce anche il logo, l’Uomo Vitruviano, l’uomo al centro di ogni cosa”.
Così Adolfo Urso, ministro Mimit, in occasione della presentazione della terza giornata nazionale del Made in Italy presso il ministero, a Roma.
“Quest’anno la giornata avrà come tema quello della formazione, dopo l’identità e l’innovazione. Siamo consapevoli che la forza del Made in Italy si esalta con l’identità produttiva, si coniuga con l’innovazione – come l’opera geniale di Leonardo – e infine con il saper fare, quindi la formazione.
Questa terza edizione vede accrescere il numero degli eventi, con la partecipazione corale del Sistema Italia, con le associazioni d’impresa, le camere di commercio, i distretti industriali, le filiere produttive e sarà caratterizzata anche da manifestazioni all’estero. Rispetto ai 550 della scorsa edizione siamo arrivati a oltre 800, coinvolgendo tutto il paese, ogni regione. Sono particolarmente rilevanti quelli del Lazio, in Campania e Lombardia e riguarderanno tutti i comparti, certamente i cinque principali del Made in Italy: alimentazione, abbigliamento, arredo, l’automazione e l’auto.
Le cinque A rappresentano la nostra capacità di realizzare prodotti di eccellenza che servono alla persona, perché il Made in Italy, nella sua accezione originale, si lega proprio a questo. Pensiamo all’alimentazione, all’arredo, all’auto. Nel libro bianco Mimit 2030, il primo documento di politica industriale realizzato con gli stakeholder italiani, abbiamo identificato, accanto ai cinque comparti principali, gli altri cinque che stanno crescendo: l’economia della salute, anche questa dedicata alla persona – pensiamo alla farmaceutica -, l’economia dello spazio, l’economia del mare, la Blue Economy. Tutti questi si danno largo nella nostra produttività, ma accanto a questi aumenta l’importanza dell’accoglienza, del turismo, dello sport. Quest’ultimo è confermato dal successo di Milano-Cortina.
Su tutto le imprese artistiche e creative, sempre più importanti nel definire l’immaginario collettivo del sistema produttivo del nostro paese. Questi comparti sono illustrati nel report e trovano spazio nelle iniziative della GNMI.
Voglio sottolineare ancora il ruolo della formazione nella legge quadro del 2024, in cui era già contenuta questa strategia. In quella sede fu creato anche il Liceo del Made in Italy, implementato dal ministro Valditara con la riforma degli ETS, così da collegare ancora di più la formazione con il lavoro.
Nella più recente sulla legge annuale delle imprese, abbiamo accelerato il trasferimento delle competenze tra il lavoratore che sta per andare in pensione e il giovane, under 35, che viene formato, consentendo all’azienda di poter sfruttare queste conoscenze.
Domani convocherò il tavolo delle piccole e medie imprese e dell’artigianato, in cui affronteremo, con un confronto nel merito, cosa fare per affrontare al meglio la grande sfida delle conseguenze del nuovo conflitto nel Medio Oriente. Parleremo anche di quello che si può fare per la valorizzazione del sistema artigianale, anche alla luce delle leggi delega contenute nel disegno di legge che va finalizzato entro la fine della legislatura, passo che va fatto in fretta.
Per quanto la GNMI, ci sono alcuni aspetti che caratterizzeranno queste giornate: il ruolo della fondazione, ma anche l’identità delle nostre imprese di eccellenza, con le iniziative delle associazioni dei Marchi Storici. Stiamo per raggiungere l’obiettivo dei 1000 iscritti. La giornata del 15 aprile sarà caratterizzata da un grande evento di queste imprese con oltre 50 anni di attività.
Un altro evento importante è il report sul Made in Italy, coordinato dal professor Marco Fortis, presentato il 1° di aprile, in cui saranno evidenziate le capacità e le criticità, così da migliorarne la competitività. Questo ci consentirà di affrontare la nuova tempesta.
L’Europa deve elaborare una nuova visione produttiva per affrontare sia la transizione digitale che ambientale, alla luce del cambiamento geopolitico in atto. L’UE doveva cambiare la propria traiettoria economica ed energetica alla luce già dell’invasione dell’Ucraina. Questa transizione geopolitica è confermata dagli eventi recenti e pone l’autonomia strategica dell’Europa al centro della nostra azione. Questo per ridurre la dipendenza dall’estero, ad esempio con l’energia nucleare di nuova generazione, da affiancare alle rinnovabili, ma anche per l’approvvigionamento delle materie prime critiche, appunto che il recente conflitto mette in evidenza, pensate all’elio o ai fertilizzanti.
Per questo abbiamo fatto un decreto, nel 2024, sulle materie prime critiche, che ci ha permesso di essere all’avanguardia in Europa e ci ha consentito di candidarci per ospitare nel Nord Italia uno deposito di stoccaggio, in caso di shock: l’Italia si è fatta trovare preparata.
Dobbiamo capire come reagire alla nuova emergenza del Golfo: questo pesa molto nell’economia italiana, tanto che nel 2025, anno orribile per il commercio mondiale, l’export italiano è cresciuto del 3,3%, compresi gli Stati Uniti, tanto che mentre gli altri perdevano posizioni, noi salivamo, affiancando il Giappone al quarto posto.
Sono cresciuti gli investimenti esteri in Italia, perché sono cresciuti quelli dei paesi del Golfo. Ad esempio il fondo del Kuwait in Sicilia. Per questo una parte del documento di analisi sarà dedicato a quello che potrà accadere per presidiare quei mercati e per accompagnare quegli investitori nel nostro paese. Abbiamo chiesto all’Europa di liberalizzare gli scambi con gli Emirati, progetto che si protebbe allargare a tutti gli altri paesi dell’area. Nelle prossime settimane mi recherò prima in Turchia e poi negli Stati Uniti, per finire proprio nel go9lfo, per sottolineare la vicinanza dell’Italia di fronte alla rappresaglia, ingiustificata, nell’Iran.
Dobbiamo evitare la spirale inflattiva che ci ha colpito nel 2022, agendo come ha fatto il Governo subito dopo il proprio insediamento”.