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News11 Marzo 2026 10:44

Imprese, Meloni: competitività significa sostegno. In passato politiche UE ideologiche, miopi, autolesioniste

“La discussione sul nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034 si concentrerà sugli strumenti finanziari attraverso cui rafforzare la competitività del nostro sistema economico”.

Così la premier Giorgia meloni nel corso delle comunicazioni del Governo in vista del Consiglio Europeo.

“Su questo fronte la proposta presentata dalla Commissione europea il 16 luglio scorso ha segnato un cambio di passo significativo, con circa 450 miliardi di euro dedicati alla competitività e alla ricerca.

Dal nostro punto di vista competitività significa sostegno alle industrie di punta ma anche, come ricordavo prima, lotta determinata alla deindustrializzazione che minaccia il nostro continente a causa delle politiche ideologiche miopi e autolesionistiche del recente passato.

Pertanto, in tema di competitività saremo inflessibili su alcuni principi: la piena applicazione del principio di neutralità tecnologica, che un anno fa riuscimmo a introdurre nelle conclusioni del Consiglio europeo e che deve rimanere una bussola irrinunciabile, e il sostegno alle industrie di transizione, a partire dal settore automotive, sul quale ci aspettiamo concreti passi in avanti rispetto alla proposta eccessivamente timida presentata dalla Commissione europea.

Un’altra priorità riguarda il sostegno alle piccole e medie imprese all’interno del nuovo Fondo europeo per la competitività, attraverso risorse dedicate e strumenti mirati e accessibili, anche per favorire un afflusso bilanciato delle risorse UE verso tutti i nostri territori.

Allo stesso tempo affronteremo con spirito propositivo il tema del rafforzamento e completamento del mercato interno e del cosiddetto ventottesimo regime, il nuovo quadro giuridico semplificato per le imprese innovative.

Il tema della competitività si inserisce chiaramente in un negoziato sul quadro finanziario pluriennale estremamente ampio, che ancora deve affrontare in dettaglio temi cruciali come la dimensione finanziaria. Da parte nostra abbiamo però ben chiare le priorità italiane.

Il tema delle risorse è centrale: siamo favorevoli a investimenti ingenti nella competitività, ma questo non deve in alcun modo compromettere la politica agricola comune e la politica di coesione. Competitività e politiche tradizionali non sono in contrasto: sono invece due facce della stessa medaglia. La coesione, infatti, contribuisce alla competitività e rafforza il mercato interno assicurando al contempo la convergenza dei territori.

C’è poi la questione delle cosiddette risorse proprie e anche qui il nostro obiettivo è molto chiaro: evitare che, per sostenere la competitività di pochi, si finisca con l’introdurre nuove tasse europee per tutti. Il Governo si è impegnato dal primo giorno nella riduzione del carico fiscale su famiglie e imprese e non faremo rientrare dalla finestra quello che stiamo cercando di buttare fuori dalla porta.

Riteniamo inoltre che si debba modernizzare il bilancio eliminando i cosiddetti rebates, gli sconti fiscali ormai anacronistici e iniqui di cui ancora beneficiano alcuni Paesi.

Penso anche al tema delle condizionalità, in particolare a quelle legate allo Stato di diritto che, a nostro avviso, non devono essere utilizzate strumentalmente, e a quelle ambientali con riferimento al principio “do no significant harm”, che se mal interpretato, come spesso accade, rischia di minare proprio quella competitività tanto declamata”.

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