Più Made in Italy
Gli altri siti del gruppo:

Categorie

Accesso

News20 Febbraio 2026 11:32

Trasporto merci: i dati del 2024 su strada e ferrovia

Nel 2024 il trasporto terrestre di merci in Italia movimenta complessivamente 1.205,1 milioni di tonnellate. La modalità stradale continua a rappresentare la componente largamente prevalente del sistema logistico nazionale, con una quota pari al 92,1% delle tonnellate complessivamente trasportate, mentre il restante 7,9% è realizzato su ferrovia. Anche in termini di attività di trasporto, misurata in tonnellate-chilometro, la strada si conferma dominante, coprendo l’86,9% del totale.

Il trasporto ferroviario di merci, effettuato da operatori nazionali ed esteri sul territorio italiano, registra nel 2024 un volume pari a 94,6 milioni di tonnellate e 22,9 miliardi di tonnellate-chilometro. Rispetto al 2023 l’attività risulta sostanzialmente stabile. Il trasporto interno rappresenta 35,7 milioni di tonnellate, pari al 37,7% del totale ferroviario, mentre la componente internazionale assume un peso maggioritario, confermando la vocazione del trasporto ferroviario verso relazioni di medio-lungo raggio e traffici transfrontalieri.

Il trasporto su strada, effettuato da vettori italiani con veicoli di portata utile non inferiore a 35 quintali, raggiunge nel 2024 i 1.110,5 milioni di tonnellate e 152,7 miliardi di tonnellate-chilometro, evidenziando un incremento del 5,2% rispetto all’anno precedente in termini di tonnellate-chilometro. Il traffico interno costituisce il 97,6% delle tonnellate complessivamente movimentate su strada, confermando la centralità di questa modalità per gli scambi nazionali e per le filiere produttive distribuite sul territorio.

Nel medio periodo si osservano dinamiche differenziate tra le due modalità. Tra il 2014 e il 2024 il trasporto ferroviario cresce del 13,8% in tonnellate-chilometro, passando da 20,2 a 22,9 miliardi, mentre nello stesso arco temporale il trasporto su strada aumenta del 29,6%, da 117,8 a 152,7 miliardi di tonnellate-chilometro. La crescita della modalità stradale risulta quindi più che doppia rispetto a quella ferroviaria, rafforzando ulteriormente il divario strutturale tra i due sistemi.

Nel confronto europeo, l’Italia consolida la propria posizione tra i principali Paesi dell’Unione. Nel 2024 il trasporto ferroviario italiano rappresenta il 6,1% del totale Ue27 in tonnellate-chilometro, collocando il Paese al quarto posto, dopo Germania, Polonia e Francia. Anche nel trasporto su strada l’Italia si posiziona ai vertici: con l’8,2% del totale Ue27 si colloca al quinto posto, dietro Polonia, Germania, Spagna e Francia. Tali risultati assumono particolare rilievo alla luce della diversa dotazione infrastrutturale e della conformazione territoriale dei Paesi membri.

L’evoluzione dell’offerta di servizi evidenzia trasformazioni strutturali rilevanti. Nel settore ferroviario, a seguito della liberalizzazione del mercato, il numero di imprese attive nel trasporto merci è cresciuto da 16 nel 2004 a 24 nel 2024, segnando un progressivo ampliamento della concorrenza rispetto alla fase storicamente dominata dall’operatore incumbent. Nel trasporto su strada si osserva invece una crescente esternalizzazione dei servizi logistici. Nel 2024 circa l’87% delle tonnellate trasportate è effettuato in conto terzi, mentre il conto proprio copre il restante 13,2%. In termini di tonnellate-chilometro, la quota del conto proprio si è ridotta dal 10,1% del 2006 al 4,6% del 2024, a fronte di un corrispondente aumento del conto terzi. Il ricorso a operatori professionali risponde all’esigenza delle imprese di ottimizzare i costi e integrare i servizi di trasporto con attività logistiche più ampie.

L’analisi per distanza conferma che il conto proprio è prevalentemente associato al corto raggio: esso copre oltre il 23% delle tonnellate trasportate fino a 50 chilometri, mentre l’incidenza scende al 7,6% per le percorrenze medie e all’1,8% per quelle superiori a 300 chilometri. Le lunghe distanze risultano quindi quasi esclusivamente appannaggio degli operatori professionali.

Dal punto di vista merceologico, il trasporto ferroviario presenta una forte concentrazione in poche categorie. Il gruppo residuale che comprende merci non classificabili altrove, inclusi container e casse mobili, rappresenta il 59% delle tonnellate trasportate e il 49% delle tonnellate-chilometro. Seguono i metalli e manufatti in metallo, con una quota del 12,7% delle tonnellate, e i prodotti agricoli, che coprono il 7,4%. Rispetto al 2023 si registrano incrementi significativi in alcune categorie, in particolare per i metalli e per i prodotti agricoli in termini di percorrenze medie.

Il trasporto su strada presenta invece una struttura più diversificata. I prodotti alimentari, bevande e tabacchi costituiscono la principale categoria merceologica, con il 18% delle tonnellate trasportate. Seguono i rifiuti urbani, che rappresentano il 10,2% delle tonnellate complessive. Tale eterogeneità riflette la maggiore flessibilità della modalità stradale e la sua capillarità territoriale.

Un elemento di crescente rilevanza è rappresentato dal trasporto intermodale ferro-strada. Nel 2024 esso supera i 56 milioni di tonnellate, pari al 59,2% del totale ferroviario in termini di quantità trasportate. Nel 2004 tale quota era pari al 45,8%, evidenziando una progressiva affermazione dell’intermodalità nel sistema logistico nazionale. In termini di tonnellate-chilometro, l’incidenza si attesta al 47,9%. I container e le casse mobili restano le unità di carico prevalenti, pur in presenza di una crescita significativa dei semirimorchi non accompagnati, che aumentano il proprio peso relativo nel periodo considerato.

La distribuzione territoriale dei flussi conferma la marcata polarizzazione nel Nord del Paese. Nel trasporto ferroviario interno circa l’82% dei volumi in origine e il 76% in destinazione si concentra nelle regioni settentrionali, coerentemente con la localizzazione della maggior parte del sistema produttivo nazionale. Il Centro, il Sud e le Isole presentano quote sensibilmente inferiori, evidenziando persistenti divari infrastrutturali e produttivi.

Anche nel trasporto su strada le regioni del Nord concentrano la quota prevalente dei flussi interni: il 34,8% delle merci in origine proviene dal Nord-Ovest e il 33,4% dal Nord-Est. I flussi intra-ripartizione risultano particolarmente elevati, con incidenze superiori al 60% in quasi tutte le aree e prossime al 90% nelle Isole. A livello regionale, le principali direttrici di traffico si sviluppano tra Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto, confermando il ruolo centrale della pianura padana come nodo logistico nazionale.

Nel complesso, il quadro del 2024 evidenzia un sistema di trasporto merci fortemente sbilanciato sulla modalità stradale, con una ferrovia stabile ma ancora minoritaria in termini di volumi complessivi. L’intermodalità mostra segnali di consolidamento, mentre persistono significative asimmetrie territoriali. Alla luce degli obiettivi europei di trasferimento modale verso soluzioni più sostenibili, il rafforzamento dell’infrastruttura ferroviaria e dell’integrazione logistica rappresenta un ambito strategico per l’evoluzione futura del sistema dei trasporti nazionale.

www.istat.it

www.pminews.eu