“Il sistema fieristico è un asset strategico per il Made in Italy e leva per l’export verso l’estero. Già al tempo del Covid è stato fatto un grande lavoro per salvare il sistema fieristico, fondamentale per il sistema PMI italiano. Le fiere trascinano le nostre imprese e gli anni passati hanno fatto prendere coscienza di questo aspetto”.
Così Maurizio Danese, presidente AEFI, in occasione dell’evento “La promozione dell’export italiano nel Mondo – Azioni del Sistema Italia per il 2026″.
“L’industria fieristica italiana è altamente strategica, aiuta nel posizionamento strategico e espressione dei nostri elevati standard. Nel contesto attuale le fiere svolgono una funzione fondamentale, sono luogo di dialogo, relazioni e opportunità. Questo ecosistema si configurerà come abilità di relazione a livello globale. C’è un disegno comune, basti pensare che il 30% della produzione nasce nelle prime cinque filiere: agroalimentare, moda e arredo, tecnologia, edilizia e arredo e tempo libero.
Siamo presenti in 12 dei 30 mercati target individuati dalla Farnesina come sistema fieristico. Siamo impegnati in un percorso unitario, firmato ieri: siamo la quarta industria fieristica nel mondo e secondi in Europa. Il calendario prevede 878 manifestazioni, di cui 276 internazionali. Il comparto food, bevande e ospitalità rappresenta il 12% degli eventi, seguito dall’11% dal tessile-moda. Quote rilevanti per tecnologia e meccanica, 8%, come l’agricoltura.
Tutto questo conferma come in Italia questi settori siano tanto intrecciati. La Lombardia guida con 83 manifestazioni. L’obiettivo di AEFI è internazionalizzare il sistema fieristico: dobbiamo essere più presenti all’estero, la nostra ambizione è accompagnare le imprese italiane nel mondo. Se avessimo il coraggio di creare un unico strumento per l’estero, questo sarebbe una leva formidabile”.