“Il bar, intenso come luogo e identità, deve prima di tutto trovare e rafforzare la sua sostenibilità economica: sistemato questo poi i valori storici, identitari e di grandissimo valore sociale emergono”.
Così Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE-Confcommercio a margine della tavola rotonda “Il futuro del bar italiano (e prospettive per il 2026)”, tenutati al Sigep, a Rimini.
“I bar hanno tante sfaccettature e anime, non solo economiche: parliamo anche di vivibilità e di sicurezza e del decoro delle nostre città. Servono prospettive sotto tutti i punti di vista”.
“Non dimentichiamo il ruolo delle attività di pubblico esercizio, che si è visto durante la pandemia: chiusi i pubblici esercizi si sono spente le città, al contrario quando sono stati riaperti è che come se le città si fossero riaccese”.
“Se oggi le città hanno un’immagine di vivibilità e di aggregazione è merito dei pubblici esercizi che integrano e combinano l’attività economica e di servizio alla cittadinanza”.