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News9 Gennaio 2026 14:01

Emigrazione, Meloni: al lavoro su salari d’ingresso e su narrazione di un paese non meritocratico

“L’Italia ha storicamente un forte tasso di emigrazione, che deriva dalla questione salariale. La percezione che all’estero i salari possano “andare meglio”: abbiamo lavorato per cercare di migliorare i salari, ma forse andrebbe fatto un ragionamento sui salari di primo ingresso. Questa è una valutazione che non abbiamo ancora fatto, ma che potrebbe andare in quella direzione”.

Così la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa in corso alla Camera dei Deputati.

“Oltre ai salari, bisogna fare delle riflessioni anche sul merito: la percezione che si ha in Italia è che tu possa o non possa arrivare indipendentemente da quanto una persona valga. Questo è un tema reale e culturale che va smontato: sto lavorando per questo”.

“Il tuo destino non dev’essere deciso in partenza, in base a mille fattori che non dipendono da ogni singola persona, ma dev’essere dato dal valore e da quello che si riesce a dimostrare: questo cambia completamente la narrazione”.

“Quando parliamo di fuga di cervelli pensiamo sempre che ad andarsene siano quelli che hanno un livello di formazione culturale alto, invece non è sempre così. In Italia c’è un 31% di laureati: fra loro solo il 35% se ne va, ma è l’altra parte di popolazione che dobbiamo “tenere”.

“Ora, è vero che viviamo in un mondo globale e un’esperienza all’estero è quasi un elemento di normalità: quello su cui dobbiamo soffermarci sono le percentuali di rientro in Italia, e li vanno migliorate le cose, perché siamo intorno al 50%”.

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