Popolazione, Istat: leggero calo nel 2024, scende di più al Sud. 9,1% dei residenti è straniero, crescono anziani
Censimento 2024: continua il lieve calo della popolazione
Al 31 dicembre 2024 la popolazione abitualmente dimorante[1] in Italia conta 58.943.464 individui. Rispetto alla stessa data del 2023 si osserva un lieve decremento di 27.766 unità, pari a -0,5 per mille (Prospetto 1). Il calo di popolazione su base nazionale riflette dinamiche territoriali non omogenee, che vedono decrementi relativi più intensi nel Sud (-2,5 per mille) e nelle Isole (-2,8 per mille) e una diminuzione più lieve al Centro (-1,0 per mille). Al contrario, nel Nord-ovest e nel Nord-est si osservano incrementi (rispettivamente +1,4 e +1,2 per mille).
Tra le regioni, si registrano variazioni negative della popolazione in tutte quelle del Mezzogiorno (con un picco di -6,1 per mille in Basilicata) e del Centro (-1,9 per mille in Umbria). Nel Nord, invece, fatta eccezione per la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (-2,8 per mille) e per il Friuli-Venezia Giulia (-1,1 per mille), la popolazione cresce in tutte le regioni, con un massimo del +4,0 per mille nella Provincia autonoma di Bolzano/Bozen.
La dinamica positiva della popolazione straniera concorre a contenere la flessione della popolazione a livello nazionale e a sostenere la lieve crescita riscontrata nel Nord. Infatti, al 31 dicembre 2024, gli stranieri residenti ammontano a 5.371.251 individui (+22,4 per mille rispetto al 2023) e la loro incidenza sul totale della popolazione residente raggiunge il 9,1% (era pari all’8,9% nel 2023).
PROSPETTO 1. POPOLAZIONE RESIDENTE AL 31.12.2023, AL 31.12.2024 E VARIAZIONE 2024-2023 PER REGIONE E RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Valori assoluti
| REGIONI | Popolazione al 31.12.2023 | Popolazione al 31.12.2024 | Variazione 2024-2023 |
| Piemonte | 4.251.623 | 4.251.868 | 245 |
| Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste | 122.877 | 122.532 | -345 |
| Liguria | 1.509.140 | 1.510.143 | 1.003 |
| Lombardia | 10.012.054 | 10.033.918 | 21.864 |
| Trentino-Alto Adige/Südtirol | 1.082.702 | 1.086.252 | 3.550 |
| Bolzano/Bozen | 537.533 | 539.679 | 2.146 |
| Trento | 545.169 | 546.573 | 1.404 |
| Veneto | 4.852.216 | 4.853.472 | 1.256 |
| Friuli-Venezia Giulia | 1.194.616 | 1.193.284 | -1.332 |
| Emilia-Romagna | 4.451.938 | 4.461.998 | 10.060 |
| Toscana | 3.660.530 | 3.657.716 | -2.814 |
| Umbria | 853.068 | 851.473 | -1.595 |
| Marche | 1.482.746 | 1.480.545 | -2.201 |
| Lazio | 5.714.745 | 5.709.178 | -5.567 |
| Abruzzo | 1.269.571 | 1.269.118 | -453 |
| Molise | 289.224 | 287.814 | -1.410 |
| Campania | 5.593.906 | 5.582.337 | -11.569 |
| Puglia | 3.890.661 | 3.877.395 | -13.266 |
| Basilicata | 533.233 | 530.004 | -3.229 |
| Calabria | 1.838.568 | 1.834.646 | -3.922 |
| Sicilia | 4.797.359 | 4.787.390 | -9.969 |
| Sardegna | 1.570.453 | 1.562.381 | -8.072 |
| Italia | 58.971.230 | 58.943.464 | -27.766 |
| Nord-ovest | 15.895.694 | 15.918.461 | 22.767 |
| Nord-est | 11.581.472 | 11.595.006 | 13.534 |
| Centro | 11.711.089 | 11.698.912 | -12.177 |
| Sud | 13.415.163 | 13.381.314 | -33.849 |
| Isole | 6.367.812 | 6.349.771 | -18.041 |
Diminuisce il numero di Comuni in calo demografico rispetto al 2023
Nel 2024 il 56,1% dei 7.896 Comuni italiani (4.429 Comuni) perde popolazione rispetto all’anno precedente (nel 2023 questa quota era pari al 57,8%). Nei 3.467 restanti Comuni, in cui complessivamente risiedono 25 milioni e 320mila persone, si osserva invece un aumento.
Il calo di popolazione interessa soprattutto i Comuni con oltre 100mila abitanti e quelli più piccoli fino a 5mila. Nei primi, in cui risiede il 23,2% della popolazione, si rileva un saldo complessivo negativo rispetto al 2023 pari a 17mila individui (Prospetto 2). In particolare, tra i 44 Comuni con oltre 100mila abitanti, 27 perdono popolazione (27.504 residenti in meno), mentre per i restanti 17 il saldo è positivo[2] (10.042 residenti in più). Tra i Comuni fino a 5mila abitanti, che rappresentano circa il 70% dei Comuni in cui vive il 16,4% della popolazione totale, poco meno di 6 su 10 perdono popolazione, con un saldo complessivo negativo rispetto al 2023 di 15mila individui.
Nei Comuni da 20mila a 50mila abitanti e in quelli da 50mila a 100mila, più della metà perde popolazione rispetto all’anno precedente (rispettivamente il 54,7% e il 53,8%). Invece, nei Comuni da 5mila a 20mila abitanti, più della metà (51,4%) registra una variazione positiva, con un saldo complessivo pari a +5mila residenti.
PROSPETTO 2. COMUNI CON INCREMENTO E DECREMENTO DI POPOLAZIONE TRA IL 31.12.2023 E IL 31.12.2024 PER CLASSE DI AMPIEZZA DEMOGRAFICA DEL COMUNE. Valori assoluti e percentuali
| CLASSE DI AMPIEZZA DEMOGRAFICA DEL COMUNE | Comuni con incremento di popolazione (a) |
Popolazione residente (saldo positivo) (b) | Comuni con decremento di popolazione |
Popolazione residente (saldo negativo) (b) | Comuni in totale (c) | Popolazione residente (saldo complessivo) (b) |
| Valori assoluti | ||||||
| Fino a 5.000 abitanti | 2.279 | 37.687 | 3.243 | -53.099 | 5.522 | -15.412 |
| 5.001 – 20.000 | 959 | 49.557 | 905 | -44.153 | 1.864 | 5.404 |
| 20.001 – 50.000 | 169 | 23.975 | 204 | -23.298 | 373 | 677 |
| 50.001 – 100.000 | 43 | 9.979 | 50 | -10.952 | 93 | -973 |
| oltre i 100.000 | 17 | 10.042 | 27 | -27.504 | 44 | -17.462 |
| Totale | 3.467 | 131.240 | 4.429 | -159.006 | 7.896 | -27.766 |
| Valori percentuali | ||||||
| Fino a 5.000 abitanti | 41,3 | 0,9 | 58,7 | -1,0 | 69,9 | -0,2 |
| 5.001 – 20.000 | 51,4 | 0,5 | 48,6 | -0,5 | 23,6 | 0,0 |
| 20.001 – 50.000 | 45,3 | 0,5 | 54,7 | -0,4 | 4,7 | 0,0 |
| 50.001 – 100.000 | 46,2 | 0,3 | 53,8 | -0,3 | 1,2 | 0,0 |
| oltre i 100.000 | 38,6 | 0,3 | 61,4 | -0,3 | 0,6 | -0,1 |
| Totale | 43,9 | 0,5 | 56,1 | -0,5 | 100,0 | 0,0 |
| (a) Sono compresi 158 Comuni che non fanno registrare né incremento né decremento di popolazione | ||||||
| (b) La variazione percentuale dei saldi positivi e negativi è calcolata sulla popolazione di inizio periodo (2023) | ||||||
| (c) Il valore percentuale è calcolato sul totale dei Comuni. | ||||||
Roma, con 2.747.290 residenti, è il Comune con la popolazione più numerosa e, come lo scorso anno, mostra una variazione negativa (-4.457 individui). Morterone (in provincia di Lecco), con appena 32 abitanti, mantiene il primato di Comune meno popolato del Paese (Prospetto 3).
PROSPETTO 3. COMUNI CON PARTICOLARI CARATTERISTICHE AL 31.12.2024.
| CARATTERISTICA DEL COMUNE | Denominazione del comune (Provincia) | Valori | CARATTERISTICA DEL COMUNE | Denominazione del comune (Provincia) | Valori |
| Il Comune con più residenti | Roma (RM) | 2.747.290 | Il Comune con la più giovane età media (b) | Ordona (FG) | 37,6 |
| Il Comune con meno residenti | Morterone (LC) | 32 | Il Comune con l’età media più alta | Villa Santa Lucia degli Abruzzi (AQ) | 65,2 |
| Il Comune con il rapporto di mascolinità più alto | Salza di Pinerolo (TO) | 190,5 | Il Comune con il rapporto di mascolinità più basso | Bard (AO) | 64,5 |
| Il Comune che ha avuto il maggior incremento di popolazione rispetto al 2023 (valore per 100 abitanti) | Ronco Canavese (TO) | 21,6 | Il Comune con il maggior decremento di popolazione rispetto al 2023 (valore per 100 abitanti) | Salza di Pinerolo (TO) | -14,1 |
| Il Comune che ha avuto il maggior incremento di residenti italiani rispetto al 2023 (valore per 100 abitanti) | Fiumefreddo Bruzio (CS) | 18,0 | Il Comune con il maggior decremento di residenti italiani rispetto al 2023 (valore per 100 abitanti) | Sant’Egidio del Monte Albino (SA) | -12,6 |
| Il Comune che ha avuto il maggior incremento di residenti stranieri rispetto al 2023 (valore per 100 abitanti) (a) | Isnello (PA) | 772,7 | Il Comune con il maggior decremento di residenti stranieri rispetto al 2023 (valore per 100 abitanti) (a) | Malito (CS) | -40,0 |
| (a) Per determinare il Comune con il maggior incremento o decremento di popolazione straniera è stato considerato l’insieme dei Comuni con almeno 10 stranieri residenti al 31 dicembre 2024.
b) Età media espressa in anni e decimi di anno.
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La struttura della popolazione per sesso ed età
Prevalente la quota femminile nella popolazione residente, soprattutto tra gli anziani
Le donne, superando gli uomini di 1.200.030 unità, rappresentano il 51,0% della popolazione residente. Il rapporto di mascolinità è pari a 96 uomini ogni 100 donne.
Per effetto della maggiore longevità delle donne, il peso della componente femminile cresce progressivamente al crescere dell’età. Fino alla classe 40-44 anni si registra una prevalenza maschile, dovuta sia al rapporto biologico alla nascita costantemente a favore degli uomini (105-106 maschi ogni 100 femmine), sia alla marcata connotazione maschile degli immigrati dall’estero nelle età giovanili-adulte. A partire dalla classe 45-49 anni prevalgono le donne con una quota sempre maggiore che cresce nelle età più avanzate, arrivando a rappresentare il 64,6% dei grandi anziani (85 anni e più) e l’82,4% degli ultracentenari.
A livello regionale il rapporto di mascolinità più alto si registra per il secondo anno consecutivo in Molise (98,6), seguito dal Trentino-Alto Adige (98,3) che, fino al 2022, aveva l’indice più elevato. Il valore più basso si registra in Liguria (93,9).
Nonostante il quadro generale, esistono contesti locali in cui prevale la componente maschile: sono 3.130 i Comuni in cui il numero di uomini supera quello delle donne. Il record è stato registrato nel Comune di Salza di Pinerolo che, con appena 61 residenti, presenta un rapporto di mascolinità pari a 190,5 (era 184,0 nel 2023).
Cresce il numero dei grandi anziani
Al 31 dicembre 2024 l’età media della popolazione è pari a 46,9 anni (48,2 anni per le donne e 45,4 anni per gli uomini), in ulteriore crescita, di oltre tre mesi, rispetto al 2023.
Rispetto alla stessa data dell’anno precedente la quota di individui di 0-14 anni scende dal 12,2% all’11,9%. La popolazione in età attiva (15-64 anni), pari al 63,4%, si riduce ulteriormente di un decimo di punto, mentre cresce quella con almeno 65 anni di età, dal 24,3% al 24,7%. In aumento anche il numero dei grandi anziani (85 anni e più), che raggiungono 2 milioni e 410mila individui (+90mila in un anno) e rappresentano il 4,1% della popolazione totale.
Prosegue il processo di invecchiamento della popolazione che accomuna tutte le realtà del territorio, sebbene si osservi una certa variabilità nei livelli e nella velocità. La Campania continua a essere la regione più giovane con un’età media di 44,5 anni, seppur in costante aumento (era 44,2 nel 2023 e 43,9 nel 2022). La Liguria resta la regione più anziana, con un’età media di 49,6 anni, seguita dalla Sardegna (49,2 anni).
Ordona (in provincia di Foggia) è il Comune più giovane di Italia, con un’età media di 37,6 anni, mentre Villa Santa Lucia degli Abruzzi (provincia dell’Aquila), con soli 83 abitanti, è quello con l’età media più alta, pari a 65,2 anni.
FIGURA 1. PIRAMIDE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE AL 31.12.2023 E AL 31.12.2024
La piramide delle età, che rappresenta la struttura per età e sesso della popolazione (Figura 1), mostra il forte squilibrio a favore della componente anziana. Confrontando la numerosità degli individui di 65 anni e più con quella dei bambini sotto i 6 anni, nel 2024 si contano per ogni bambino 6 anziani a livello nazionale
(erano 5,8 nel 2023, 5,6 nel 2022, 3,8 nel 2011). Il fenomeno dell’invecchiamento “al vertice e dal basso della piramide” appare sempre più marcato.
L’indice di vecchiaia, che misura il numero di persone di 65 anni e più ogni 100 giovani di 0-14 anni, passa dal 200% nel 2023 al 208% nel 2024 (era pari al 149% nel 2011). I valori più bassi di tale indicatore si registrano in Campania e in Trentino-Alto Adige (rispettivamente 161% e 162%), mentre i valori più alti in Liguria e in Sardegna (283% per entrambe).
La popolazione straniera abitualmente dimorante
Stranieri in crescita in valore assoluto e come incidenza sul totale della popolazione
Sono 5.371.251 i cittadini stranieri abitualmente dimoranti in Italia al 31 dicembre 2024, oltre 117mila in più rispetto alla stessa data dell’anno precedente (Prospetto 4), e rappresentano il 9,1% della popolazione totale (nel 2023 erano l’8,9%). Come nell’anno precedente, si registra un sostanziale bilanciamento tra i sessi, con la componente femminile pari al 49,9% della popolazione straniera.
PROSPETTO 4. POPOLAZIONE RESIDENTE STRANIERA AL 31.12.2023, AL 31.12.2024 E VARIAZIONE 2024-2023
PER REGIONE E RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Valori assoluti
| REGIONI | Popolazione straniera al 31.12.2023 | Popolazione straniera al 31.12.2024 | Variazione 2024-2023 stranieri |
| Piemonte | 428.905 | 442.819 | 13.914 |
| Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste | 8.568 | 8.821 | 253 |
| Liguria | 155.646 | 163.189 | 7.543 |
| Lombardia | 1.203.138 | 1.221.520 | 18.382 |
| Trentino-Alto Adige/Südtirol | 102.890 | 105.738 | 2.848 |
| Bolzano/Bozen | 55.913 | 57.884 | 1.971 |
| Trento | 46.977 | 47.854 | 877 |
| Veneto | 501.161 | 503.466 | 2.305 |
| Friuli-Venezia Giulia | 120.144 | 121.887 | 1.743 |
| Emilia-Romagna | 560.953 | 564.745 | 3.792 |
| Toscana | 424.066 | 433.381 | 9.315 |
| Umbria | 88.579 | 89.685 | 1.106 |
| Marche | 132.011 | 135.023 | 3.012 |
| Lazio | 643.312 | 651.033 | 7.721 |
| Abruzzo | 85.828 | 90.573 | 4.745 |
| Molise | 13.231 | 14.431 | 1.200 |
| Campania | 263.680 | 276.531 | 12.851 |
| Puglia | 147.269 | 155.066 | 7797 |
| Basilicata | 25.410 | 27.060 | 1650 |
| Calabria | 99.907 | 105.439 | 5.532 |
| Sicilia | 196.919 | 206.753 | 9.834 |
| Sardegna | 52.041 | 54.091 | 2.050 |
| Italia | 5.253.658 | 5.371.251 | 117.593 |
| Italia Nord-Occidentale | 1.796.257 | 1.836.349 | 40.092 |
| Italia Nord-Orientale | 1.285.148 | 1.295.836 | 10.688 |
| Italia Centrale | 1.287.968 | 1.309.122 | 21.154 |
| Italia Meridionale | 635.325 | 669.100 | 33.775 |
| Italia insulare | 248.960 | 260.844 | 11.884 |
I cittadini stranieri aumentano in tutte le Regioni. La crescita maggiore in termini assoluti si registra in Lombardia (oltre 18mila individui in più, pari a un tasso di incremento del 15,3 per mille), seppur più contenuta rispetto al biennio precedente (+22,9 per mille). Seguono il Piemonte (circa 14mila individui in più, pari a +32,4 per mille), la Campania (circa 13mila individui, pari a +48,7 per mille) e la Sicilia (circa 10mila cittadini in più, +49,9 per mille).
Il Nord-ovest è l’area con più residenti stranieri
Il 34,2% della popolazione straniera residente vive nel Nord-ovest, che si conferma la ripartizione con la maggiore presenza di stranieri (oltre 1 milione e 800mila individui). Il Nord-est e il Centro accolgono entrambe circa il 24% degli stranieri residenti in Italia, mentre il Sud e le Isole, rispettivamente, il 12,5% e il 4,9%. L’incidenza degli stranieri sul totale della popolazione residente supera l’11% sia nelle ripartizioni del Nord sia nel Centro, mentre nel Sud e nelle Isole è decisamente inferiore, rispettivamente pari al 5,0% e al 4,1%.
Il 31,6% degli stranieri residenti vive in Comuni sopra i 100mila abitanti, con un’incidenza sul totale della popolazione superiore al 12%, mentre il 40% vive nei Comuni fino a 20mila abitanti (dove l’incidenza varia tra il 7,0% nei piccoli Comuni e l’8,2% in quelli medio-piccoli).
Età media in aumento anche tra i cittadini stranieri
Rispetto al 31 dicembre 2023 diminuisce, anche se lievemente, il peso percentuale degli stranieri in età 0-4 anni (dal 5,2%, al 4,8%) e, più in generale, il peso dei minori di 18 anni (dal 19,6% al 19,0%). L’età media continua ad aumentare, passando dai 36,8 anni del 2023 ai 37,0 del 2024, pur rimanendo nettamente inferiore a quella dei cittadini italiani (47,8 anni al 31 dicembre 2024). L’età media è pari a 39,0 anni per le donne straniere e a 35,0 per gli uomini, con il peso della componente femminile progressivamente maggiore a partire dalla classe di età 40-49 anni.
Tra gli stranieri prevale la cittadinanza europea
Quasi la metà degli stranieri censiti nel 2024 ha la cittadinanza di un Paese europeo (45,0%), il 23,7% è la quota degli asiatici, il 23,3% quella degli africani e il 7,9% sono americani (Figura 2). In particolare, i cittadini dei Paesi dell’Unione europea sono quelli più rappresentati (25,6%), seguono quelli dell’Europa centro orientale (18,7%), dell’Africa settentrionale (13,7%) e dell’Asia centro meridionale (13,0%).
FIGURA 2. POPOLAZIONE STRANIERA PER CONTINENTE DI CITTADINANZA AL 31.12.2024. Valori percentuali
I cittadini stranieri residenti in Italia coprono 195 nazionalità differenti, il 62,6% di essi concentrati nei primi 10 Paesi esteri della graduatoria per cittadinanza (Prospetto 5). La Romania si conferma il primo Paese di cittadinanza (19,6% del totale), seguita a distanza dall’Albania e dal Marocco, con una quota per entrambi pari al 7,7%. Le collettività cinese (5,8%) e ucraina (5,3%) occupano rispettivamente la quarta e la quinta posizione per numero di individui, seguite da quelle di Bangladesh, Egitto, India, Pakistan e Filippine.
Si osserva un aumento significativo di presenze rispetto al 2023 soprattutto per i cittadini del Bangladesh (+10,9%), dell‘Egitto (+7,8%), del Pakistan (+7,4%) e dell’Ucraina (+5,0%), mentre le prime due collettività, quella della Romania e dell’Albania, mostrano un calo pari a -1.9% per la prima e a -0,4% per la seconda.
PROSPETTO 5. POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE AL 31 DICEMBRE 2023 E AL 31 DICEMBRE 2024 PER SESSO, PRIME 10 COLLETTIVITÀ. Valori assoluti e percentuali.
| PAESI DI CITTADINANZA | 2023 | PAESI DI CITTADINANZA | 2024 | ||||||
| Maschi | Femmine | Totale | Per 100 stranieri | Maschi | Femmine | Totale | Per 100 stranieri | ||
| Romania | 467.429 | 605.767 | 1.073.196 | 20,4 | Romania | 460.358 | 592.684 | 1.053.042 | 19,6 |
| Albania | 213.537 | 202.692 | 416.229 | 7,9 | Albania | 213.316 | 201.306 | 414.622 | 7,7 |
| Marocco | 224.889 | 187.457 | 412.346 | 7,8 | Marocco | 226.134 | 186.323 | 412.457 | 7,7 |
| Cina | 156.070 | 152.914 | 308.984 | 5,9 | Cina | 156.794 | 154.456 | 311.250 | 5,8 |
| Ucraina | 66.131 | 207.353 | 273.484 | 5,2 | Ucraina | 72.075 | 215.112 | 287.187 | 5,3 |
| Bangladesh | 139.558 | 53.120 | 192.678 | 3,7 | Bangladesh | 158.337 | 55.285 | 213.622 | 4,0 |
| India | 97.678 | 73.202 | 170.880 | 3,3 | Egitto | 119.163 | 54.978 | 174.141 | 3,2 |
| Egitto | 109.721 | 51.830 | 161.551 | 3,1 | India | 97.029 | 74.400 | 171.429 | 3,2 |
| Pakistan | 117.855 | 41.477 | 159.332 | 3,0 | Pakistan | 127.309 | 43.870 | 171.179 | 3,2 |
| Filippine | 67.515 | 89.127 | 156.642 | 3,0 | Filippine | 66.182 | 87.273 | 153.455 | 2,9 |
| Totale primi 10 paesi | 1.660.383 | 1.664.939 | 3.325.322 | 63,3 | Totale primi 10 paesi | 1.696.697 | 1.665.687 | 3.362.384 | 62,6 |
| Totale altri paesi | 942.267 | 986.069 | 1.928.336 | 36,7 | Totale altri paesi | 992.925 | 1.015.942 | 2.008.867 | 37,4 |
| Totale | 2.602.650 | 2.651.008 | 5.253.658 | 100 | Totale | 2.689.622 | 2.681.629 | 5.371.251 | 100 |
Prevalgono le donne nella comunità ucraina, gli uomini in quella pakistana
A fronte di un sostanziale equilibrio di genere nel complesso, quando si scende nel dettaglio delle singole cittadinanze si osserva una elevata eterogeneità. In particolare, si conferma una prevalenza femminile per l’Ucraina (con un rapporto di mascolinità pari a 33,5), già elevata prima del conflitto russo-ucraino ma ulteriormente accentuata negli ultimi anni per l’arrivo in Italia di numerosi rifugiati, in larga parte donne; seguono le collettività rumena e filippina (con un rapporto di mascolinità pari, rispettivamente, a 77,7 e 75,8). Viceversa, rapporti di mascolinità molto elevati si rilevano per le comunità pakistana, bangladese ed egiziana (rispettivamente pari a 290,2, 286,4 e 216,7 uomini per 100 donne).
La dinamica demografica nel 2024
La dinamica migratoria attenua il calo demografico
La lieve diminuzione della popolazione osservata nel 2024 (-27.766 individui, -0,5 per mille) è determinata da una dinamica naturale negativa (il numero di decessi supera quello delle nascite) che viene in larga parte compensata da una dinamica migratoria positiva (più immigrazioni dall’estero rispetto alle emigrazioni).
Le nascite sono state 369.944, in calo sul 2023 (-2,6%), mentre i decessi, anch’essi in diminuzione rispetto all’anno precedente (-2,7%), si attestano sulle 653.109 unità (Prospetto 6). Il saldo naturale, ovvero la differenza tra nascite e decessi, è quindi pari a -283.165 unità (contro -291.175 del 2023), per un tasso di crescita naturale pari a -4,8 per mille.
Le immigrazioni, in crescita del 2,7% sul 2023, sono pari a 451.583 unità nel 2024, mentre le emigrazioni (+19,2%) sono 188.903. Ne deriva un saldo migratorio positivo pari a +262.680, solo leggermente inferiore a quello del 2023 (+281.220). Il tasso migratorio con l’estero si attesta a +4,5 per mille.
I movimenti migratori all’interno del territorio nazionale restano sostenuti, sebbene in diminuzione: nel 2024 i trasferimenti di residenza tra i Comuni italiani coinvolgono 1.385.016 individui (-3,4%).
La dinamica naturale negativa riguarda tutte le ripartizioni del Paese, con il Centro che registra il tasso di crescita naturale più basso (-5,7 per mille) e il Sud quello meno sfavorevole (-4,1 per mille). La dinamica migratoria (interna e con l’estero) è positiva in tutto il territorio nazionale, ma presenta una maggiore variabilità tra le ripartizioni.
Se nel Nord si registrano tassi migratori superiori al 6 per mille (con il massimo nel Nord-ovest, +6,9 per mille), nel Sud e nelle Isole i valori sono sensibilmente più bassi (rispettivamente +0,9 e +0,7 per mille), per effetto di una dinamica migratoria con l’estero meno intensa e di una dinamica interna negativa. A differenza quindi di quanto accade nel Nord, dove i movimenti migratori compensano del tutto la dinamica naturale negativa contribuendo alla crescita della popolazione, nel Mezzogiorno tassi migratori positivi ma decisamente bassi non riescono a controbilanciare i tassi di crescita naturale negativi.
La popolazione di cittadinanza straniera (in aumento di quasi 118mila unità, +22,4 per mille) continua a registrare invece una dinamica positiva sia nella componente naturale sia in quella migratoria.
Nel 2024 i nati stranieri sono 50.593, in lieve calo sul 2023 (-1,7%), mentre i decessi, pari a 10.748, restano stabili. Il saldo naturale si conferma positivo (+39.845 unità) e solo lievemente più basso rispetto al 2023 (+40.704).
Le immigrazioni di cittadini stranieri, pari a 393.115 (+3,9% sul 2023) e le emigrazioni, pari a 47.847 (+7,8%) determinano un saldo positivo pari a +345.268, superiore a quello del 2023 (+333.991).
Le acquisizioni della cittadinanza italiana da parte di cittadini stranieri residenti in Italia, che rappresentano una componente in uscita per la popolazione straniera e in entrata per quella italiana, ammontano nel 2024 a 217.448, in lieve aumento sul 2023 (213.567).
PROSPETTO 6. BILANCIO DEMOGRAFICO PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Anno 2024, valori assoluti
| INDICATORI | Nord-ovest | Nord-est | Centro | Sud | Isole | Italia |
| Popolazione al 31 dicembre 2023 | 15.895.694 | 11.581.472 | 11.711.089 | 13.415.163 | 6.367.812 | 58.971.230 |
| Nati vivi | 98.313 | 73.192 | 67.435 | 90.292 | 40.712 | 369.944 |
| Morti | 178.060 | 125.553 | 133.669 | 144.558 | 71.269 | 653.109 |
| Saldo naturale | -79.747 | -52.361 | -66.234 | -54.266 | -30.557 | -283.165 |
| Immigrazioni da altro Comune | 483.405 | 315.074 | 243.980 | 231.481 | 111.076 | 1.385.016 |
| Emigrazioni per altro Comune | 459.520 | 293.879 | 238.022 | 269.377 | 124.218 | 1.385.016 |
| Saldo migratorio interno | 23.885 | 21.195 | 5.958 | -37.896 | -13.142 | 0 |
| Immigrazioni dall’estero | 142.794 | 92.664 | 93.798 | 84.693 | 37.634 | 451.583 |
| Emigrazioni per l’estero | 57.405 | 41.966 | 34.763 | 34.769 | 20.000 | 188.903 |
| Saldo migratorio estero | 85.389 | 50.698 | 59.035 | 49.924 | 17.634 | 262.680 |
| Aggiustamento statistico* | -6.760 | -5.998 | -10.936 | 8.389 | 8.024 | -7.281 |
| Saldo totale | 22.767 | 13.534 | -12.177 | -33.849 | -18.041 | -27.766 |
| Popolazione al 31 dicembre 2024 | 15.918.461 | 11.595.006 | 11.698.912 | 13.381.314 | 6.349.771 | 58.943.464 |
* L’aggiustamento statistico incorpora due componenti, il saldo delle poste relative a iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per altri motivi e il saldo delle operazioni di sovra e sotto copertura censuaria (saldo statistico censuario)
Cala la mortalità, cresce la speranza di vita
Nel 2024 i decessi sono 653.109 e, come nell’anno precedente, nel 52% dei casi riguardano donne e nel 48% uomini. Rispetto al 2023 si osserva una diminuzione di quasi 18mila unità (-2,7%) e il tasso di mortalità scende dall’11,4 all’11,1 per mille. Il numero di decessi ritorna quindi ai livelli precedenti la pandemia (634.417 nel 2019) (Figura 3).
Nelle popolazioni caratterizzate da un progressivo invecchiamento, come quella italiana, il numero dei decessi tende strutturalmente ad aumentare, anche in caso di rischi di morte invariati da un anno all’altro, perché cresce il numero di individui esposti al rischio di morire. Quando ciò non si verifica, come accaduto nel 2024, i fattori possono essere vari: un mutevole andamento delle condizioni climatico-ambientali, l’alterna virulenza delle epidemie influenzali da una stagione all’altra, oppure un eccesso di mortalità in anni precedenti che determina poi un calo (come è accaduto nel periodo pandemico e post-pandemico). In Italia, i picchi significativi della mortalità registrati negli ultimi 15 anni (nel 2012, 2015, 2017 e, soprattutto, nel 2020-2022) sono stati sempre seguiti da un calo dei decessi negli anni seguenti.
Alla diminuzione della mortalità consegue un aumento della speranza di vita. Nel 2024 gli uomini e le donne guadagnano sei mesi di vita, con la speranza di vita degli uomini che raggiunge gli 81,5 anni e quella delle donne che si attesta a 85,6 anni. Si superano così i livelli del 2019 (81,1 per gli uomini e 85,4 per le donne) toccando un nuovo massimo storico. Il difficile periodo pandemico sembra essere ormai superato, come evidenziato dal ritorno a un miglioramento significativo della sopravvivenza. Il fatto che siano stati necessari quattro anni per un ritorno ai livelli precedenti testimonia il segno importante lasciato dalla pandemia: se non si fosse verificata, oggi molto probabilmente si parlerebbe di condizioni di sopravvivenza ancora migliori.
La speranza di vita alla nascita è più alta nel Nord. Nel 2024 nel Nord-est si attesta a 82,3 anni per gli uomini e 86,2 anni per le donne, con un guadagno sul 2023 di oltre sette mesi per gli uomini e circa tre mesi per le donne; nel Nord-ovest è pari a 82,0 e 85,9 anni per uomini e donne, con un guadagno, rispettivamente, di circa cinque e quattro mesi. Nel Centro gli uomini guadagnano sei mesi rispetto all’anno precedente, raggiungendo una speranza di vita alla nascita pari a 81,9 anni, le donne ne guadagnano quasi cinque e la loro speranza di vita alla nascita si attesta a 85,8 anni. Il Mezzogiorno, dove pure gli aumenti sono rilevanti, continua a registrare la speranza di vita alla nascita più bassa. Nel Sud e nelle Isole la speranza di vita degli uomini è pari a 80,5 anni (con un guadagno di quasi sette mesi nel Sud e quasi otto mesi nelle Isole). Per le donne è pari a 84,8 nel Sud e 84,7 nelle Isole, per un guadagno sul 2023 di, rispettivamente, sei e sette mesi circa.
A livello regionale, Trentino Alto-Adige e Campania continuano a essere le regioni dove si vive, rispettivamente, più e meno a lungo (Figura 4). Nella Provincia autonoma di Bolzano/Bozen si registra la speranza di vita alla nascita più alta per gli uomini (82,9 anni, per le donne 86,6) mentre nella Provincia autonoma di Trento si osserva il valore più alto per le donne (86,9 anni, per gli uomini 82,6). La Campania, nonostante un considerevole aumento (mezzo anno per entrambi i sessi), continua a detenere la speranza di vita alla nascita più bassa, pari a 79,8 per gli uomini e a 84,0 per le donne.
FIGURA 3. DECESSI (in migliaia, sx) E SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA (in anni e decimi di anno, dx) DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE. Anni 2010-2024
FIGURA 4. SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA PER SESSO E PER REGIONE. Anno 2024 e variazioni sul 2023,
in anni e decimi di anno
Continua la diminuzione delle nascite e la fecondità raggiunge il minimo storico
I nati residenti in Italia sono, nel 2024, 369.944, in calo di quasi 10mila unità rispetto all’anno precedente
(-2,6%), in linea con la variazione percentuale media annua registrata dal 2008 al 2023 (-2,7%). Il tasso di natalità continua quindi a scendere, attestandosi a 6,3 per mille, contro il 6,4 per mille del 2023.
La diminuzione dei nati è quasi completamente attribuibile al calo delle nascite da coppie di genitori entrambi italiani (-3,3%), che costituiscono i tre quarti (78,2%) delle nascite totali. Le nascite da genitori in cui almeno uno dei due genitori è straniero, quasi 81mila, pari al 21,8% delle nascite totali, sono stabili rispetto al 2023
(-0,2%). Tra queste, l’aumento dei nati da coppie miste (+2,3%) compensa la diminuzione dei nati da coppie di genitori entrambi stranieri (-1,7%).
Il calo delle nascite è innanzitutto determinato dalla riduzione nel numero dei potenziali genitori: gli individui nati a partire dalla seconda metà degli anni Settanta in poi, cresciuti in un contesto di progressiva riduzione della fecondità, sono oggi nelle fasce di età considerate riproduttive. A questo fattore strutturale si aggiunge la continua diminuzione della propensione ad avere figli.
Nel 2024 il numero medio di figli per donna continua a diminuire, passando da 1,20 del 2023 a 1,18, raggiungendo così un nuovo minimo storico, dopo il precedente registrato nel 1995 (1,19). La riduzione riguarda soprattutto le donne italiane (la cui fecondità scende da 1,14 a 1,11) mentre la fecondità delle donne straniere diminuisce solo lievemente (da 1,82 a 1,81).
Il calo della fecondità riguarda tutto il territorio nazionale. Il Centro registra la diminuzione più lieve ma rimane la ripartizione con la fecondità più bassa, pari a 1,11 (era 1,12 nel 2023) (Figura 5). Nel Nord-ovest la fecondità scende da 1,20 a 1,17 mentre nel Nord-est da 1,24 a 1,21. Nel Sud e nelle Isole, la fecondità è pari rispettivamente a 1,21 (da 1,24 del 2023) e 1,19 (era 1,23 nel 2023).
La Provincia autonoma di Bolzano/Bozen continua a detenere il primato di regione con la fecondità più elevata, pari a 1,51 (era 1,57 nel 2023), mentre la Sardegna rimane la regione con il valore più basso: un numero medio di figli per donna stabile ma sempre inferiore all’unità (0,91) (Figura 6).
L’età media al parto sale nel 2024 a 32,6 anni. L’aumento riguarda esclusivamente le donne italiane, da 33,0 anni del 2023 a 33,1 del 2024, mentre per le donne straniere rimane stabile e inferiore ai 30 anni (29,6). L’età media al parto continua a essere più alta nel Centro (33,0 anni nel 2024) e nel Nord (32,7 anni nel Nord-ovest e 32,6 nel Nord-est). Nel Sud e nelle Isole è pari a 32,4 e 32,0 anni.
Le regioni cui spetta il primato dell’età media al parto più elevata sono il Lazio, la Basilicata e la Sardegna, tutte pari a 33,2 anni. La Sicilia continua a essere la regione dove risiedono le madri più giovani (31,7 anni nel 2024). La connessione tra calo della fecondità e posticipazione è evidente nel confronto tra le due Isole: la Sardegna presenta una fecondità bassa e tardiva mentre la Sicilia ne presenta una più alta (sebbene in diminuzione) e relativamente precoce.
FIGURA 5. NUMERO MEDIO DI FIGLI PER DONNA PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA. Anni 2010-2024
FIGURA 6. NUMERO MEDIO DI FIGLI PER DONNA ED ETA MEDIA AL PARTO (in anni e decimi di anno) PER REGIONE. Anno 2024
Aumentano le immigrazioni dei cittadini stranieri e gli espatri degli italiani
Nel 2024 si contano 451.583 immigrazioni dall’estero verso l’Italia, in aumento di circa 12mila unità rispetto al 2023 (+2,7%). Le emigrazioni per l’estero sono invece pari a 188.903, in crescita di 30mila unità sull’anno precedente (+19,2%).
L’aumento dei flussi di immigrazione è dovuto esclusivamente agli ingressi dei cittadini stranieri, pari a 393.115 nel 2024, in crescita del 3,9% rispetto all’anno precedente. Gli ingressi dei cittadini italiani (rimpatri) diminuiscono invece del 4,6% attestandosi a 58.468 unità. Il principale paese di provenienza dei flussi di immigrazione straniera è il Bangladesh (7,8% del totale), seguito dall’Albania (7,0%) e, sebbene in diminuzione, dall’Ucraina (6,5%), i cui flussi migratori sono ancora influenzati dal perdurare del conflitto. I principali paesi di provenienza dei rimpatri sono invece la Germania (15,2%) e il Regno Unito (11,5%).
L’aumento dei flussi di emigrazione dall’Italia è in larga parte determinato dal forte incremento delle emigrazioni dei cittadini italiani (espatri), pari a 141.056 unità nel 2024 (+23,7% sull’anno precedente)[3], mentre quelle dei cittadini stranieri, pari a 47.847, crescono in misura più lieve (+7,8%). Le principali destinazioni degli italiani che si trasferiscono all’estero sono la Germania (14,1%), il Regno Unito (12,9%) e la Spagna (12,1%), mentre tra i cittadini stranieri il 26% circa si dirige in Romania, per lo più trattandosi di rientri in patria.
La dinamica migratoria con l’estero è positiva su tutto il territorio nazionale ma con intensità diverse. Il tasso migratorio con l’estero è più elevato nel Nord (+5,4 nel Nord-ovest, +4,4 nel Nord-est) e nel Centro (+5,0 per mille), mentre nel Sud e nelle Isole è più basso, pari a +3,7 e +2,8 per mille.
I movimenti interni tra Comuni in Italia nel 2024 si attestano a 1.385.016, in diminuzione del 3,4% rispetto al 2023 (-48.787). La riduzione è dovuta soprattutto alla contrazione della mobilità interna dei cittadini italiani, in calo del 3,8%, mentre i movimenti interni dei cittadini stranieri registrano una flessione più lieve (-1,7%).
Il Nord e il Centro si confermano le ripartizioni più attrattive: il tasso migratorio interno è pari a +1,5 per mille nel Nord-ovest, +1,8 nel Nord-est e +0,5 per mille nel Centro. Al contrario, nel Sud e nelle Isole, la dinamica interna è negativa, con tassi pari a -2,8 e -2,1 per mille, rispettivamente.
La regione più attrattiva è l’Emilia-Romagna, con un tasso migratorio interno pari a +2.6 per mille, mentre la regione con la dinamica migratoria interna maggiormente negativa è la Basilicata (-4,8 per mille) (Figura 7).
In linea con quanto osservato nel 2023, quasi il 60% dei movimenti interni in Italia avviene tra Comuni della stessa provincia, oltre il 15% riguarda movimenti tra province diverse ma all’interno della stessa regione, il restante 25% è costituito da movimenti tra regioni diverse. Tra questi, oltre un terzo (113.676) è rappresentato dai trasferimenti dal Mezzogiorno al Centro-nord.
Il Centro-Nord, grazie a una maggiore attrattività sia nei confronti dei movimenti internazionali sia di quelli interni, presenta un tasso migratorio totale positivo (dal +6,9 del Nord-ovest al +5,5 nel Centro). Nel Mezzogiorno, dove una debole attrattività nei confronti dell’estero non riesce a controbilanciare pienamente una dinamica migratoria interna negativa, il tasso migratorio totale, pur rimanendo positivo, si attesta su livelli ben più bassi rispetto al Centro-Nord (+0,9 nel Sud e +0,7 nelle Isole).
FIGURA 7. TASSI MIGRATORI INTERNI, CON L’ESTERO, E TOTALI PER REGIONE. Anno 2024
La popolazione italiana dimorante all’estero al 31 dicembre 2024
Oltre la metà degli italiani dimoranti all’estero vive in Europa
I cittadini italiani residenti all’estero al 31 dicembre 2024 sono 6.420.678, in crescita di oltre 282mila unità rispetto all’anno precedente (Prospetto 7). Questo dato è stato ottenuto attraverso l’integrazione di diverse fonti amministrative e in coerenza con la determinazione della popolazione abitualmente dimorante in Italia alla stessa data[4].
La distribuzione geografica dei cittadini italiani residenti all’estero non evidenzia variazioni sostanziali rispetto al 2023. La maggior parte risiede in Europa, che ne accoglie il 53,5% del totale (pari a 3.433.045 individui). Seguono l’America, con il 41,4% (2.659.266 cittadini), l’Oceania con il 2,7% (pari a 172.047 residenti), l’Asia con l’1,3% (83.502 cittadini) e l’Africa con l’1,1% (72.818 residenti). Tra i principali Paesi di residenza dei cittadini italiani all’estero figurano l’Argentina con 1.006.221 individui (15,7%), la Germania con 847.872 (13,2%), la Svizzera con 657.545 (10,2%), il Brasile con 692.064 (10,8%), il Regno Unito con 501.568 (7,8%) e la Francia con 468.424 (7,3%).
La distribuzione per sesso ed età rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Al 31 dicembre 2024 l’età mediana della popolazione italiana residente all’estero è pari a 43 anni, con valori compresi
tra i 33 anni osservati in Austria e i 57 anni in Canada. Il rapporto di mascolinità si conferma lievemente a favore degli uomini (circa 107 uomini ogni 100 donne), con una maggiore concentrazione maschile in Asia (137%) e nei Paesi dell’Unione europea (115%). Nei Paesi dell’America centro-meridionale prevale invece la componente femminile (97 uomini ogni 100 donne): in Argentina si osserva il rapporto di mascolinità più basso, pari al 93%.
Gli incrementi più consistenti in valore assoluto rispetto al 31 dicembre 2023 si registrano in Brasile (+74mila, +12%), Argentina (+48mila), Regno Unito (+22mila) e Spagna (+22mila). Tra gli aumenti percentuali più elevati si segnalano l’Irlanda (+9,1%, con 2.500 residenti in più) e i Paesi Bassi (+8,1%, con 5mila residenti in più). A livello di continente, l’incremento maggiore si osserva in America (+162mila), seguita dall’Europa (+107mila).
| PROSPETTO 7. CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO PER SESSO, ETÀ MEDIANA E PRINCIPALE PAESE DI RESIDENZA AL 31.12.2024 E CONFRONTO CON IL 31.12.2023. Valori assoluti e percentuali | |||||||||
| PAESE DI RESIDENZA | 2024 | 2023 | |||||||
| Valori assoluti | Per 100 italiani all’estero | Età mediana | Rapporto di mascolinità (%) | Valori assoluti | Variazione 2024-2023 | Variazione sul 2023 (%) | |||
| Maschi | Femmine | Totale | |||||||
| Europa | 1.821.055 | 1.611.990 | 3.433.045 | 53,5
, |
40 | 113,0 | 3.325.699 | 107.346 | 3,2 |
| Unione europea | 1.184.093 | 1.031.644 | 2.215.737 | 34,5 | 41 | 114,8 | 2.152.285 | 63.452 | 2,9 |
| Germania | 460.075 | 387.797 | 847.872 | 13,2 | 40 | 118,6 | 830.414 | 17.458 | 2,1 |
| Francia | 242.647 | 225.777 | 468.424 | 7,3 | 43 | 107,5 | 470.387 | -1.963 | -0,4 |
| Belgio | 146.333 | 136.562 | 282.895 | 4,4 | 47 | 107,2 | 279.395 | 3500 | 1,3 |
| Spagna | 148.279 | 128.245 | 276.524 | 4,3 | 39 | 115,6 | 255.012 | 21.512 | 8,4 |
| Paesi Bassi | 36.349 | 31.246 | 67.595 | 1,1 | 36 | 116,3 | 62.510 | 5.085 | 8,1 |
| Austria | 25.871 | 22.508 | 48.379 | 0,8 | 33 | 114,9 | 45.301 | 3.078 | 6,8 |
| Lussemburgo | 18.483 | 16.504 | 34.987 | 0,5 | 39 | 112,0 | 33.797 | 1.190 | 3,5 |
| Irlanda | 15.989 | 14.822 | 30.811 | 0,5 | 35 | 107,9 | 28.232 | 2.579 | 9,1 |
| Altri paesi europei | 636.962 | 580.346 | 1.217.308 | 19,0 | 40 | 109,8 | 1.173.414 | 43.894 | 3,7 |
| Svizzera | 343.669 | 313.876 | 657.545 | 10,2 | 43 | 109,5 | 638.015 | 19.530 | 3,1 |
| Regno Unito | 262.386 | 239.182 | 501.568 | 7,8 | 37 | 109,7 | 479.747 | 21.821 | 4,5 |
| Africa | 38.210 | 34.608 | 72.818 | 1,1 | 43 | 110,4 | 70.597 | 2.221 | 3,1 |
| Sudafrica | 16.646 | 17.005 | 33.651 | 0,5 | 47 | 97,9 | 33.348 | 303 | 0,9 |
| America | 1.319.341 | 1.339.925 | 2.659.266 | 41,4 | 46 | 98,5 | 2.497.432 | 161.834 | 6,5 |
| America centro meridionale | 1.069.877 | 1.108.458 | 2.178.335 | 33,9 | 45 | 96,5 | 2.037.635 | 140.700 | 6,9 |
| Argentina | 483.596 | 522.625 | 1.006.221 | 15,7 | 46 | 92,5 | 958.096 | 48.125 | 5,0 |
| Brasile | 347.992 | 344.072 | 692.064 | 10,8 | 43 | 101,1 | 617.752 | 74.312 | 12,0 |
| Uruguay | 56.254 | 60.185 | 116.439 | 1,8 | 47 | 93,5 | 113.598 | 2.841 | 2,5 |
| Venezuela | 61.017 | 61.126 | 122.143 | 1,9 | 48 | 99,8 | 115.444 | 6.699 | 5,8 |
| Cile | 33.982 | 35.793 | 69.775 | 1,1 | 42 | 94,9 | 67.576 | 2.199 | 3,3 |
| Perù | 18.375 | 19.504 | 37.879 | 0,6 | 46 | 94,2 | 36.825 | 1.054 | 2,9 |
| America settentrionale | 249.464 | 231.467 | 480.931 | 7,5 | 51 | 107,8 | 459.797 | 21.134 | 4,6 |
| Stati Uniti d’America | 173.371 | 160.061 | 333.432 | 5,2 | 49 | 108,3 | 315.974 | 17.458 | 5,5 |
| Canada | 76.093 | 71.406 | 147.499 | 2,3 | 57 | 106,6 | 143.823 | 3.676 | 2,6 |
| Asia | 48.291 | 35.211 | 83.502 | 1,3 | 37 | 137,1 | 78.372 | 5.130 | 6,5 |
| Oceania | 88.792 | 83.255 | 172.047 | 2,7 | 48 | 106,7 | 166.238 | 5.809 | 3,5 |
| Australia | 85.151 | 80.033 | 165.184 | 2,6 | 48 | 106,4 | 159.728 | 5.456 | 3,4 |
| Totale | 3.315.689 | 3.104.989 | 6.420.678 | 100 | 43 | 106,8 | 6.138.338 | 282.340 | 4,6 |
Meno di un italiano residente all’estero su tre è nato in Italia
L’analisi per luogo di nascita degli italiani che vivono all’estero conferma, anche nel 2024, tendenze già osservate nel 2023 e riconducibili sia ai processi migratori storici sia alle migrazioni più recenti.
Le comunità italiane radicate da lungo tempo nei Paesi dell’America Latina e del Nord America continuano a rappresentare una componente significativa, alimentata nel tempo dalle discendenze degli emigrati che hanno conservato o acquisito la cittadinanza italiana per iure sanguinis. Ciò risulta evidente dall’elevata quota di cittadini italiani nati all’estero: circa il 70% degli italiani residenti all’estero (4.476.729 individui) è nato fuori dai confini nazionali, mentre poco più del 30% (1.943.949 individui) è nato in Italia (Prospetto 8). Questo dato conferma il forte peso della componente di discendenza, particolarmente rilevante nelle Americhe.
| PROSPETTO 8. CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO PER LUOGO DI NASCITA E PRINCIPALE PAESE DI RESIDENZA AL 31.12.2024. Valori assoluti e percentuali | |||||
| PAESE DI RESIDENZA | Nati in Italia | Nati all’estero | Totale | ||
| Valori assoluti | Per 100 italiani residenti | Valori assoluti | Per 100 italiani residenti | ||
| Europa | 1.426.889 | 41,6 | 2.006.156 | 58,4 | 3.433.045 |
| Unione europea | 917.580 | 41,4 | 1.298.157 | 58,6 | 2.215.737 |
| Germania | 356.394 | 42,0 | 491.478 | 58,0 | 847.872 |
| Francia | 198.738 | 42,4 | 269.686 | 57,6 | 468.424 |
| Belgio | 99.309 | 35,1 | 183.586 | 64,9 | 282.895 |
| Spagna | 95.466 | 34,5 | 181.058 | 65,5 | 276.524 |
| Paesi Bassi | 33.041 | 48,9 | 34.554 | 51,1 | 67.595 |
| Austria | 25.265 | 52,2 | 23.114 | 47,8 | 48.379 |
| Lussemburgo | 17.629 | 50,4 | 17.358 | 49,6 | 34.987 |
| Irlanda | 13.067 | 42,4 | 17.744 | 57,6 | 30.811 |
| Altri paesi europei | 509.309 | 41,8 | 707.999 | 58,2 | 1.217.308 |
| Svizzera | 244.492 | 37,2 | 413.053 | 62,8 | 657.545 |
| Regno Unito | 239.506 | 47,8 | 262.062 | 52,2 | 501.568 |
| Africa | 20.198 | 27,7 | 52.620 | 72,3 | 72.818 |
| Sudafrica | 5.316 | 15,8 | 28.335 | 84,2 | 33.651 |
| America | 396.373 | 14,9 | 2.262.893 | 85,1 | 2.659.266 |
| America centro meridionale | 167.328 | 7,7 | 2.011.007 | 92,3 | 2.178.335 |
| Argentina | 92.499 | 9,2 | 913.722 | 90,8 | 1.006.221 |
| Brasile | 30.354 | 4,4 | 661.710 | 95,6 | 692.064 |
| Uruguay | 4.776 | 4,1 | 111.663 | 95,9 | 116.439 |
| Venezuela | 16.843 | 13,8 | 105.300 | 86,2 | 122.143 |
| Cile | 2.352 | 3,4 | 67.423 | 96,6 | 69.775 |
| Perù | 2.090 | 5,5 | 35.789 | 94,5 | 37.879 |
| America settentrionale | 229.045 | 47,6 | 251.886 | 52,4 | 480.931 |
| Stati Uniti d’America | 156.176 | 46,8 | 177.256 | 53,2 | 333.432 |
| Canada | 72.869 | 49,4 | 74.630 | 50,6 | 147.499 |
| Asia | 36.010 | 43,1 | 47.492 | 56,9 | 83.502 |
| Oceania | 128.958 | 37,5 | 215.136 | 62,5 | 344.094 |
| Australia | 61.935 | 37,5 | 103.249 | 62,5 | 165.184 |
| Totale | 1.943.949 | 30,3 | 4.476.729 | 69,7 | 6.420.678 |
Tra gli italiani nati all’estero si osserva una significativa mobilità internazionale: il 15,5% risiede in un Paese diverso da quello di nascita (Figura 8). Questo fenomeno, riconducibile a forme di migrazione secondaria, riguarda soprattutto i Paesi dell’Unione europea, tra i quali si distinguono la Spagna, dove il 47,2% degli italiani residenti è nato in uno Stato estero diverso da quello di residenza, e l’Irlanda, con un valore pari al 40,0%. Il possesso della cittadinanza italiana facilita dunque i trasferimenti di residenza intra-Ue. Anche nel Regno Unito, che rappresenta un caso rilevante di emigrazione più recente, il 28,1% degli italiani residenti è nato in un altro Paese.
La distribuzione per luogo di nascita degli italiani residenti all’estero evidenzia, nei paesi dell’America Latina, percentuali particolarmente elevate di coloro nati nel Paese in cui vivono. In Brasile il 94,7% degli italiani residenti è nato nel Paese, in Uruguay il 93,1%, in Argentina il 90,0%, in Cile l’89,3%, in Perù l’88,8% e in Venezuela l’83,9%. In tali contesti, la forte presenza di seconde e terze generazioni, che hanno acquisito la cittadinanza italiana per discendenza, rappresenta l’eredità demografica delle migrazioni storiche italiane.
FIGURA 8. POPOLAZIONE ITALIANA RESIDENTE ALL’ESTERO PER LUOGO DI NASCITA E PRINCIPALE PAESE DI RESIDENZA AL 31.12.2024. Composizioni percentuali
Tra gli italiani residenti all’estero i nati in Italia sono meno giovani dei nati oltre confine
Molto articolata appare la struttura per età degli italiani residenti all’estero che può essere ricondotta a percorsi migratori differenziati nel corso degli oltre 150 anni che hanno caratterizzato la storia migratoria del Paese. Ne fanno parte gli emigrati dall’Italia in cerca di migliori condizioni di vita, i discendenti delle emigrazioni storiche (italiani per acquisizione iure sanguinis), nonché i cittadini immigrati precedentemente in Italia che, dopo aver acquisito la cittadinanza italiana, proseguono il proprio progetto migratorio in altri Paesi europei o in quello di origine. Questa eterogeneità si riflette nella piramide delle età della popolazione italiana residente all’estero (Figura 9), articolata per sesso e classi decennali di età, con distinzione tra individui nati in Italia e nati in un Paese estero.
FIGURA 9. PIRAMIDE DELLA POPOLAZIONE ITALIANA RESIDENTE ALL’ESTERO PER LUOGO DI NASCITA AL 31.12.2024. Valori percentuali
Al 31 dicembre 2024, come osservato alla stessa data dell’anno precedente, la popolazione residente all’estero e nata in Italia presenta un profilo per età concentrato nelle classi più avanzate, effetto dei consistenti espatri avvenuti negli anni Cinquanta e Sessanta, cui si sommano le emigrazioni più recenti degli ultimi quindici anni. Fino ai 29 anni il rapporto tra i generi risulta equilibrato; a partire dai 30 anni emerge invece una prevalenza maschile, particolarmente marcata nelle classi dai 50 ai 79 anni.
La popolazione italiana nata all’estero mostra, nel complesso, una distribuzione più equilibrata sia tra i generi sia nelle diverse classi di età. Anche in questo caso non si rilevano variazioni significative rispetto al 2023. La componente maschile risulta prevalente fino alla classe 50-59 anni, mentre dai 60-69 anni in poi si osserva una predominanza femminile, più accentuata con l’avanzare dell’età.
[1] Il conteggio della popolazione viene prodotto sulla base dei “segnali di vita amministrativi”. L’approccio dei segnali di vita amministrativi consente di accertare, a livello individuale e per ciascun Comune, la dimora abituale per almeno 12 mesi, avendo come data di riferimento il 31 dicembre di ciascun anno. Questa metodologia di calcolo, adottata dal 2020, si avvale di un processo di integrazione tra gli archivi amministrativi disponibili, i registri statistici gestiti dall’Istat e le indagini censuarie campionarie condotte sul campo (per approfondimenti cfr. Nota metodologica).
[2] I Comuni con oltre 100mila abitanti che registrano un saldo positivo rispetto al 2023 sono (in ordine decrescente di saldo positivo): Torino, Genova, Brescia, Reggio nell’Emilia, Giuliano in Campania, Parma, Piacenza, Forlì, Rimini, Bergamo, Bolzano/Bozen, Vicenza, Monza, Trento, Bologna, Novara, Ravenna. I Comuni con oltre 100mila abitanti che registrano un saldo negativo sono (in ordine decrescente di saldo negativo): Milano, Napoli, Roma, Palermo, Taranto, Messina, Firenze, Reggio di Calabria, Venezia, Cagliari, Salerno, Catania, Sassari, Modena, Siracusa, Trieste, Foggia, Bari, Ferrara, Livorno, Verona, Pescara, Terni, Padova, Latina, Perugia, Prato.
[3] L’aumento del numero di espatri registrato nel 2024 è in parte dovuto all’effetto della nuova normativa (Legge n.213 del 30/12/2023) che ha introdotto sanzioni amministrative per i cittadini italiani che soggiornano all’estero per periodi superiori ai 12 mesi e che, pur avendo l’obbligo, non provvedono all’iscrizione nei registri dell’Anagrafe italiana dei residenti all’estero (AIRE).
[4] Il conteggio della popolazione italiana dimorante all’estero viene prodotto attraverso l’integrazione dell’AIRE e delle Anagrafi consolari con i segnali di vita amministrativi provenienti da ulteriori archivi, garantendo la coerenza dei dati relativi ai cittadini italiani nel loro complesso, siano essi residenti in Italia o all’estero (per approfondimenti si rinvia alla Nota metodologica).











