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News9 Dicembre 2025 14:19

Riscossione Coercitiva, Federcontribuenti: pignoramenti senza preavviso sui conti Aziendali, è sterminio imprese

Riscossione Coercitiva, Federcontribuenti: pignoramenti senza preavviso sui conti Aziendali, è sterminio imprese

La prassi operativa dell’ente nazionale per la riscossione ha raggiunto un punto di non ritorno, sollevando un grido d’allarme da parte delle piccole, medie e microimprese italiane. La Federcontribuenti denuncia un sistema di riscossione che, lungi dall’essere di supporto, si sta rivelando un vero e proprio strumento di sterminio aziendale, operando con modalità lesive e discutibili.

Pignoramento Immediato E Senza Diritto Di Difesa

È stato portato all’attenzione della Federcontribuenti un caso emblematico di una SRL del padovano con scarsa esposizione debitoria cui è stato notificato un atto di pignoramento dei crediti verso terzi, direttamente presso il proprio istituto di credito, per un debito complessivo. L’aspetto più scandaloso risiede nella tempistica e nelle modalità: l’atto non è stato preceduto da un preavviso effettivo e tempestivo, impedendo di fatto all’azienda ogni possibilità di approntare una difesa o di attivare una trattativa preventiva. L’avviso tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) arriva in molti casi il giorno stesso o addirittura il giorno dopo il pignoramento, quando i conti bancari sono già bloccati. Segnalazioni di questo tipo sono a decine alla Federcontribuenti, a testimonianza di una criticità sistemica.

Un Sistema Paralizzante: Il Paradosso Del Conto Bloccato

Il pignoramento dei conti correnti bancari, che blocca tutte le somme, crea una situazione insostenibile. Con il conto bloccato, l’azienda si trova nell’impossibilità di pagare utenze, affitti, fornitori e, cruciale, le retribuzioni ai dipendenti, paralizzando di fatto l’operatività. Il paradosso si amplifica quando l’azienda viene indirizzata verso la rateizzazione del debito: lo sblocco del conto viene suggerito solo dopo il pagamento della prima rata. La domanda è drammatica: come può l’azienda onorare la prima rata se il conto da cui prelevare è bloccato? Questo modus operandi non è solo vessatorio; è un cappio al collo per l’imprenditoria onesta in un periodo di congiuntura economica già difficile.

Federcontribuenti Chiede Intervento Immediato E Riforma

“Non è possibile operare in questa maniera. Questo sistema non fa altro che spingere alla chiusura forzata intere categorie di micro e piccole imprese, condannandole a perire” dichiara un portavoce della Federcontribuenti. “Chiediamo un immediato intervento del Governo e del Parlamento per rivedere e riformare urgentemente i poteri e le procedure dell’ente di riscossione. I poteri acquisiti sollevano seri dubbi sulla loro legittimità costituzionale in relazione al diritto di impresa e alla tutela del lavoro.” È necessario un cambio di rotta che preveda l’obbligo di preavviso reale, lo sblocco condizionato e rapido del conto immediatamente dopo l’accettazione della dilazione e l’istituzione di una tutela del minimo vitale aziendale, ovvero una somma non pignorabile destinata al pagamento di affitti, utenze e retribuzioni. La Federcontribuenti lancia un appello: il Governo deve scegliere se vuole tutelare le imprese o favorirne lo sterminio burocratico. Manca il principio del rapporto di ragionevolezza e buona fede, in più è un’aggressione verso i contribuenti che a breve potranno aderire alla nuova rottamazione.

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