Allarme Federcontribuenti: impoverimento salariale Italia un’anomalia europea, urge taglio cuneo fiscale
I recenti dati sul PIL pro capite e per occupato delle regioni europee dal 1995 al 2023 confermano un allarmante arretramento sistemico dell’Italia nel contesto continentale con conseguenze dirette e drammatiche sulle famiglie e sui contribuenti
Federcontribuenti sottolinea che la vera crisi non risiede solo nello scivolamento delle regioni storicamente forti come Lombardia e Veneto nelle classifiche UE ma nella persistente e marcata contrazione dei salari reali unica anomalia negativa nel panorama europeo. L’impoverimento salariale non è un effetto collaterale ma il cuore del problema. L’immobilismo dei redditi dei lavoratori dipendenti a fronte di costi crescenti e di un’inflazione che agisce come una tassa occulta sta erodendo il potere d’acquisto e deprimendo la domanda interna frenando di fatto ogni possibilità di ripresa.
Urgenza di azioni necessarie
Federcontribuenti ribadisce che la priorità nazionale deve essere rimettere il reddito dei lavoratori e dei pensionati al centro di ogni politica economica Chiediamo al Governo e alle Istituzioni un taglio strutturale e incisivo del cuneo fiscale per garantire un aumento netto immediato in busta paga
La defiscalizzazione degli aumenti contrattuali e dei premi di produttività
Non è più tempo di misure temporanee o dibattiti sterili Il declino dei redditi è un allarme sulle fondamenta economiche e sociali del Paese “Ogni euro perso dal contribuente per la burocrazia o la disinformazione è un euro sottratto alla ripresa Per questo continuiamo a investire in strumenti concreti come Dritto per aiutare cittadini e imprese a intercettare le agevolazioni e i bonus esistenti e non persi nelle maglie della complessità La difesa del potere d’acquisto è la nostra battaglia” Il Presidente, Marco Paccagnella dichiara: “Le misure in discussione di questi giorni è come voler sfamare una nazione con i farmaci”