Roma - “I consumi rappresentano i 2/3 del PIL. Nella misura in cui crescono i consumi, evidentemente cresce anche il PIL di questo Paese.” – così il Presidente della Fipe (Federazione Italiana Pubblica Esercizi) Lino Stoppani a margine dell’assemblea annuale dedicata agli 80 anni FIPE dal titolo “Impresa, bene comune” tenutasi quest’oggi a Roma – “Da qui le sollecitazioni che stiamo dando anche in questa manovra finanziaria affinché vengano date risorse aggiuntive per i consumi. E la battaglia, tra le tante che stiamo facendo su questa legge finanziaria, è quella di allargare la platea quella dei beneficiari della normativa che riguarderà la defiscalizzazione degli aumenti salariali che sarebbero previsti nella norma iniziale solo per i contratti firmati dal 2026, non prevedendo gli stessi vantaggi che ha firmato un contratto diligentemente prima della scadenza, prevedendo delle tranche di aumento salariale anche negli esercizi successivi. Questo è uno strumento che serve anche a dare più risorse. È chiaro che in questa fase quello che mi preoccupa non sono tanto le possibilità economiche dei consumatori, quanto il sentiment.
I consumi delle persone sono assicurati da due elementi fondamentali. La prima è avere i soldi in tasca, che sono dati dai redditi di lavoro, redditi di natura finanziaria. In questi momenti sia grazie ai nuovi contratti sia all’andamento dei mercati finanziari (nonostante la grave inflazione) le famiglie hanno comunque possibilità migliori rispetto ad anni ancora più gravi.
L’altro aspetto ancor più importante, però, è l’indice di fiducia che non avevamo mai registrato a livelli così bassi sia delle famiglie sia delle imprese. In questa fase il contesto geopolitico, le incertezze, le tensioni, le tante ombre che si profilano, creano preoccupazione. E di fronte a questi scenari la gente, anche coloro che hanno le possibilità di poter spendere, frenano quelli che sono i loro acquisti. Non siamo evidentemente in una situazione di grandissima difficoltà però insomma migliorare questa prospettiva, questo indice di fiducia potrebbe favorire i consumi soprattutto visto che stiamo partendo in una stagione decisiva dove i bilanci delle imprese, del commercio, dei pubblici esercizi si fanno nel mese di dicembre.”