“Innanzitutto in queste ore abbiamo un’emergenza che è dovuta allo shock di approvvigionamento dei Chip per il settore delle auto” – così il Min. Adolfo Urso (MIMIT) a margine della giornata conclusiva degli Stati Generali della Space Economy, in corso di svolgimento all’Hangar Bicocca di Milano – “Io rilancio l’appello dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei, che chiede all’Europa di intervenire subito per assicurare il rifornimento dei Chip che stanno bloccando la produzione delle auto nel nostro continente, come era già accaduto durante la pandemia, dobbiamo agire subito. Abbiamo proposto alla Commissione europea, nell’alleanza coi semiconduttori che abbiamo realizzato insieme ad altri Paesi europei, di un nuovo Chips Act, il CHIPS ACT 2, che investa e consenta alle imprese europee di recuperare i ritardi in alcuni comparti della microelettronica. E noi abbiamo peraltro da mettere in campo un sistema Paese e una grande Multinazionale come ST Microelectronics che non a caso proprio in Sicilia realizzerà il più significativo investimento sul carburo di silicio con oltre 5 miliardi di euro di investimenti per realizzare nell’Etna Valley la piattaforma produttiva nella microelettronica dell’intera Europa mediterranea. Nel contempo abbiamo lavorato affinché questa multinazionale mantenga gli impegni, anzi realizzi un più significativo piano industriale per rilanciare il polo di Agrate. Siamo riusciti a evitare ogni licenziamento. Ora dobbiamo lavorare per costruire, cioè per realizzare nuovi occupati e nuovi potenziali di sviluppo anche nel polo di Agrate. L’italia è in campo su tutto quello che sono le nuove tecnologie, le nuove frontiere, dalla microelettronica alla tecnologia green allo spazio. Nella convinzione che occorre però assicurare e da subito quelle materie prime critiche, quelle terre rare e quegli elementi necessari alle tecnologie green, alle tecnologie digitali, alle tecnologie spaziali. Questa è l’emergenza dell’Europa, la sicurezza economica. Ieri sera ho parlato con il commissario al Commercio Europeo che è ben consapevole di quanto importante sia risolvere questa crisi di approvvigionamento e nel contempo avviare una strada certa che in tempi brevi assicuri l’autonomia strategica europea sulle materie prime critiche e sulle terre rare fin dall’estrazione nelle nostre miniere, nella lavorazione nel nostro continente e negli impianti di riciclo di materie prime critiche di terre rare, con la capacità che noi siamo in grado di mettere in campo, perché gli italiani su questo sono imbattibili.”