Export agroalimentare, Nord America destinazione principale per prodotti europei. Usa valgono il 7,8% per l’Italia INFOGRAFICA
Donald Trump ha iniziato ad inviare le prime lettere sui nuovi dazi e sugli accordi commerciali con l’avvertimento che le nuove tariffe saranno valide a partire dal prossimo 1° agosto. A Giappone e Corea del sud saranno applicate barriere sui prodotti al 25% ma, in attesa di conoscere quanto peseranno sui prodotti europei vale la pena analizzare l’export dell’UE per quanto riguarda il settore agroalimentare, il più resiliente ed in crescita per quanto riguarda l’Italia.
EXPORT EUROPEO, PER L’AGROALIMENTARE IL NORD AMERICA VALE IL 15%. VICINO ORIENTE AL 7%
Il principale mercato per i prodotti agroalimentari europei è l’Europa stessa, che sul totale pesa per ben il 31%, inserendo nei dati anche la Gran Bretagna. Gli europei continuano a preferire quello che proviene dall’Unione: più garanzia su qualità e dal punto di vista della sicurezza alimentare. Il Nord America, soprattutto grazie agli Usa, sono al secondo posto con il 15%, seguito a debita distanza da Vicino Oriente, Balcani e Turchia, che arrivano complessivamente all’8%. La Cina si conferma uno sbocco interessante con il 7%, davanti all’Asia orientale (6%), Africa Subsahariana (5%) e Sud-Est Asiatico (4%), mentre Russia e Asia Centrale si fermano al 3%.

I NUMERI DELL’EXPORT AGROALIMENTARE. INFOGRAFICA
EXPORT AGROALIMENTARE ITALIANO, NEL 2024 +17,1% SUL MERCATO AMERICANO
A trascinare la performance dei prodotti europei è l’Italia, autentico capofila dell’agroalimentare. Rispetto al 2023 l’anno passato è stato quello dei record, con diverse crescite in doppia cifra su diversi mercati.
Se la Germania si conferma la principale destinazione con il 10,6%, gli Stati Uniti superano la Francia (7,5%) e salgono al secondo posto del nostro export con il 7,8%. Quello che colpisce è però l’incremento del 2024. Se i tedeschi hanno acquistato in più per il 6,4%, gli americani hanno dichiarato il loro grande amore per parmigiano, grana, prosciutto, pasta e quanto di buono riusciamo a creare e produrre: nel 2024 l’aumento è stato del 17,1%. Detto della Francia (+3,6%), colpisce anche l’importante salita nel Regno Unito, che vale il 4,8% del nostro export con una crescita del 6,1%. La Spagna, uno dei nostri concorrenti, importa per il 2,9% con un incremento del 7,4%. Bene anche l’export verso l’Olanda, cresciuto del 2,5%, ma la performance migliore in Europa l’otteniamo in Polonia, un mercato che per noi è salito, nel 2024, del 16,2%.
Commercio, export cresce su base annua del 5,8% in valore e 1,9% in volume. I DATI ISTAT