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Il Mercato del Lusso19 Maggio 2025 18:30

Moda, Sburlati: industria tessile italiana è unica, ma dobbiamo pensare al lungo termine. VIDEOINTERVISTA

Milano - “E’ vero che uno dei settori industriali che in questo momento soffre di più.”. Così Luca Sburlati, Presidente di Confindustria Moda A margine dell’Assemblea Generale di Confindustria Moda, in corso di svolgimento a Palazzo Mezzanotte a Milano.

“Sappiamo tutti che ci sono le situazioni internazionali tristi e anche terribili. Abbiamo anche dei comparti geografici che hanno deciso strutturalmente di comprare meno. Quindi dobbiamo diventare più resilienti come aziende italiane: siamo qui oggi a dire che faremo insieme a tutte le forze di questo Paese, a partire dal Governo, un piano strategico nazionale che non deve pensare a domani, deve pensare a fra dieci anni.

Perché l’industria del tessile e della moda è un’industria unica che abbiamo in questo Paese e non possiamo pensare di finire come sono finiti altri comparti negli ultimi dieci o vent’anni. Allora dobbiamo essere forti e compatti. Dobbiamo aiutare il tessuto industriale, il mondo dell’artigianato con misure che siano misure di lungo periodo, aiutare le imprese a mettersi insieme, aiutare i nostri marchi italiani a potenziarsi sui mercati internazionali e non avere paura di farlo. E soprattutto smetterla di essere solo reattivi. Ci vuole un po’ di energia: cerchiamo di essere proattivi per una volta e fare gli italiani nel mondo. Se noi rimaniamo sui temi della qualità dell’eccellenza, anche sui temi della sostenibilità noi possiamo mettere delle barriere verso gli altri e rendere davvero prodotti che siano unici.

Ma non dobbiamo nasconderci o fare del fake. Noi dobbiamo fare prodotti veri, originali, di qualità qui da noi.  Certo che potrebbe far paura qualcun altro che ci replica. Dobbiamo diventare molto più intelligenti e molto più bravi a fare quello che sappiamo fare bene, cioè le cose uniche, belle delle nostre tradizioni e mettere insieme tecnologie artigianali.

Sui dazi mi permetto di non esprimermi perché nessuno sa ancora che cosa succederà.Il dazio può essere non tanto il dazio di per sé, ma quello che significa nel differenziale verso altre nazioni. Per esempio se noi avessimo un dazio molto alto, altre nazioni che sono nostre competitor nella produzione industriale possno avere dazi più bassi, lì hai un delta e quindi chiaramente quello potrebbe essere un problema, ma è presto per parlare vediamo che cosa succederà, io sono ottimista”.

“Confindustria Moda lavora col governo e questo, voglio ribadirlo, sta iniziando a lavorare bene su un piano strategico di lungo periodo. Quindi noi siamo allineati e lavoreremo nel solco di quello che sta facendo anche il presidente Orsini e di conseguenza questa è la linea di condotta che abbiamo e avremo nei prossimi anni.

Dobbiamo lavorare insieme a tutti: il Governo, le parti sociali, gli artigiani. Dobbiamo avere coscienza che soltanto insieme possiamo andare a replicare dei modelli che sono modelli che abbiamo lasciato nel passato. Ricordiamoci cos’era la moda italiana negli anni ’80: era leader nel mondo. Poi questa leadership l’abbiamo un po’ persa, anche a discapito di tante altre nazioni, anche europee. Nella moda molto alta, nel lusso, i francesi sono più forti di noi. Nella moda più bassa ricordiamoci che gli spagnoli hanno la più grande azienda al mondo di moda: ci può piacere o non piacere ma è così. Quindi noi dobbiamo tornare a lavorare nel solco di questa tradizione insieme e poi dobbiamo farci sentire sulla legislazione, che si fa in Europa. Quindi dobbiamo essere anche molto bravi a tutelare le cose che sappiamo fare perché non dobbiamo rischiare di cadere in quello che è accaduto nell’automotive, saremmo veramente degli stupidi.”