Milano - “Noi stiamo collaborando col Governo su tante posizioni.” – così il presidente di Confindustria Emanuele Orsini A margine dell’Assemblea Generale di Confindustria Moda, in corso di svolgimento a Palazzo Mezzanotte a Milano – “Ovviamente quella dell’Ilva per noi è una posizione indispensabile. Noi abbiamo delle aziende che hanno contratti di dieci anni che utilizzano tanto acciaio, quindi abbiamo bisogno che all’interno del nostro Paese ci sia produzione di acciaio.Quindi certe decisioni vanno prese anche in fretta e serve sostenere la posizione di poter da subito mettere al centro la produzione dell’acciaio del nostro Paese.
Oggi rischiamo veramente di comprare acciaio, già lo facciamo, da altri continenti come la Cina o India. Credo che noi abbiamo una grande capacità però quel sito deve essere anche aiutato e protetto. Questo è quello che vogliamo perché abbiamo l’esigenza di avere le materie prime nel nostro Paese, perché senza materie prime vuol dire che non vogliamo l’industria in Italia, ma credo che non sia la volontà di nessuno perché oggi l’industria è fondamentale, deve essere al centro”.
“Abbiamo visto ciò che è successo in Europa deindustrializzando, cercando di fare posizioni contro le imprese e noi invece abbiamo bisogno che le imprese possano correre e fare bene. Purtroppo i dazi generano incertezza. Noi abbiamo ottimi, bellissimi prodotti made in Italy che stanno correndo veloci, anche con i dazi, ma abbiamo anche prodotti che quando si guarda al di là dei 90 giorni di Trump, ovviamente si genera incertezza.
Serve un grande piano industriale del Paese dove venga messo al centro ancora una volta l’industria. Le imprese hanno bisogno di fare investimenti, servono misure facili e serve promuovere i contratti di sviluppo che siano un po più rapidi, rivedendo ovviamente la misura sugli incentivi per permettere anche Invitalia di essere più rapida.
Nello specifico, la Moda è stato uno dei settori che ha trainato il Paese, 100 miliardi. Quindi anche qui bene il tavolo che è stato fatto sulla Moda, i 250 milioni che sono stati preposti per essere utilizzati. Dobbiamo fare ancora qualche modifica perché io penso che sulle casse integrazioni utilizzate solo per i piccoli, abbiamo bisogno di guardare anche più in grande e anche qui sempre gli investimenti per poter trasformare e renderli più competitivi, perché purtroppo altri continenti non sono così attenti come le nostre imprese alla responsabilità sociale, alla responsabilità ambientale.
Se dobbiamo combattere dobbiamo combattere ad armi pari. È ovvio che se io penso la Cina non ha la stessa responsabilità sociale e ambientale che abbiamo noi quindi se ci facciamo portare via le nostre aziende io credo che sia un problema.
Sull’energia credo che dobbiamo smettere di fare polemica, qui serve lavorare tutti insieme, costruttori, produttori e Governo per trovare una misura che comunque faccia bene alle imprese e a tutto il Paese e le abbiamo già proposte: il disaccoppiamento delle rinnovabili arrivate a fine incentivo che per noi quello vuol dire che se hanno finito l’incentivo possono essere dato a un costo basso. Un disaccoppiamento di una quota di energia prodotta dalle idroelettriche che anche su questo penso che si possa ragionare tutti assieme. E il disaccoppiamento dell’energia del GSE, costruendo dei contratti a lungo termine: questo porterebbe secondo il nostro centro studi a un costo di energia a 65€ megawattora. Però basta polemiche, lavoriamo tutti insieme per il bene del Paese.”