News8 Luglio 2024 14:49

Unioncamere, Urso: con le “Case del Made in Italy” rafforziamo e sosteniamo Pmi. VIDEOINTERVISTA

“Noi abbiamo sempre creduto nel sistema Italia fatto di piccole, medie e microimprese che sono un modello produttivo e non certo un’anomalia. Il Sistema è fatto di rappresentanza sociale e produttivo di una democrazia economica di cui siamo orgogliosi, con la sua rete di Camere di commercio che svolgono un ruolo fondamentale di raccordo sul territorio e di assistenza e con le sue rappresentanze imprenditoriali e sindacali. Per questo sin dall’inizio abbiamo valorizzato sia il ruolo delle piccole e medie imprese (e tra poco presenteremo in Consiglio dei Ministri la prima legge annuale sulle piccole e medie imprese artigianali), sia il ruolo delle Camere di Commercio che crediamo fondamentale per tutelare e valorizzare il modello italiano, che è anche un modello sociale non solo produttivo.”

Così il ministro Adolfo Urso a margine dell’assemblea Unioncamere.

Per migliorare questa rappresentanza territoriale stiamo realizzando anche una riforma della presenza territoriale del nostro ministero che sarà articolata su 55 “case del made in Italy”. Le prime quattro l’abbiamo appena inaugurate a Torino Catania all’Aquila e a Perugia. Le altre le inaugureremo, saranno attive da qui a fine anno nei principali punti produttivi, nelle principali località produttive del Paese, che saranno elemento di raccordo e di confronto con le Camere di Commercio per informare le nostre imprese, per assisterle al migliore utilizzo degli strumenti legislativi e degli incentivi e delle risorse che il Ministero mette a loro a disposizione.

Le case del Made in Italy ci aiuteranno anche a consentire anche le piccole e medie imprese di utilizzare, tra l’altro, il piano transizione 5.0 che mette a disposizione delle imprese italiane oltre 13 miliardi di euro per l’innovazione tecnologica, digitale e l’efficientamento energetico attraverso l’utilizzo di tecnologia green.

Il più grande, il più significativo e il più avanzato piano europeo per accompagnare e sostenere la transizione digitale insieme alla transizione green. Circa l’operatività del Piano, abbiamo definito gli ultimi particolari nel confronto quotidiano con la Commissione europea affinché tutte le imprese di qualunque settore produttivo, possano utilizzare il piano, sia per quanto riguarda innovazione digitale sia per quanto riguarda l’efficientamento energetico, destinando anche una parte delle risorse ove intendono farlo, alla formazione del proprio personale sulle nuove tecnologie.

Il piano più avanzato in Europa, sia perché è l’unico che mette insieme misure per l’innovazione digitale e per l’innovazione green, sia perché consente la formazione del personale (fino al 10% delle risorse è possibile destinare alla formazione del personale sulle nuove tecnologie), sia perché riguarda appunto a differenza dell’ “Industria 4.0” tutti i settori produttivi e tutte le imprese qualunque dimensione esse abbiano. Credo che su questo lo sforzo è stato importante e significativo e farà lezione anche nel resto d’Europa.